La Juventus di Luciano Spalletti ha trovato una nuova dimensione offensiva basata sulla partecipazione corale di tutta la squadra. Il concetto di “cooperativa del gol” è diventato il marchio di fabbrica dei bianconeri, che hanno mandato in rete ben 15 giocatori diversi in Serie A. Questa strategia si sta rivelando fondamentale per mantenere la squadra nelle posizioni di vertice della classifica, dimostrando come il gioco del tecnico toscano valorizzi ogni elemento della rosa.
Un attacco distribuito che sopperisce alle assenze
L’approccio di Spalletti, incentrato più sulle funzioni che sulle posizioni fisse, ha permesso alla Juventus di sviluppare una notevole pericolosità offensiva nonostante le difficoltà nel reparto avanzato, come le assenze di Vlahovic e l’impatto iniziale non travolgente di David e Openda. Il dato sui 15 marcatori diversi supera persino quello di squadre come l’Inter capolista e il Napoli, a testimonianza di un sistema di gioco che non dipende esclusivamente dai suoi attaccanti. Mentre a questi ultimi è richiesto un intenso lavoro in fase di non possesso, difensori e centrocampisti sono chiamati a contribuire attivamente alla manovra, creando un equilibrio che si è rivelato un punto di forza.
L’apporto fondamentale di tutti i reparti
Il contributo della difesa è stato significativo, con le reti firmate da Kalulu, Gatti e Kelly, con gli ultimi due a segno anche in Champions League. A questi si aggiunge la doppietta di Cabal, i cui gol sono stati decisivi nelle sfide contro Atalanta e Bologna. Anche il centrocampo ha risposto presente: il gol di Fabio Miretti contro il Sassuolo ha portato a 15 il totale dei marcatori stagionali. Prima di lui, avevano già trovato la via della rete Thuram, McKennie (autore di un gol in campionato e due in Champions), Cambiaso e Kostic, entrambi con due reti all’attivo. A completare il quadro c’è il gol di capitan Locatelli in Coppa Italia contro l’Udinese, a riprova di come ogni giocatore sia coinvolto nel progetto tecnico.




