L’episodio del rigore inizialmente concesso alla Cremonese e poi revocato durante la partita contro la Juventus è stato analizzato nel dettaglio dalla trasmissione Open Var. La ricostruzione ha svelato i dialoghi tra l’arbitro Feliciani e la sala VAR, facendo piena luce sulla decisione finale presa in campo.
La ricostruzione dell’episodio e il dialogo tra arbitro e VAR
In un primo momento, l’arbitro Feliciani è apparso sicuro nell’assegnare il calcio di rigore alla Cremonese per il contatto tra Manuel Locatelli e Dennis Johnsen. Rivolgendosi direttamente al giocatore bianconero ha espresso la sua convinzione: “Per me non prendi il pallone entri sull’uomo. Io vedo te che entri, non vedo il pallone”. Dalla sala VAR, però, gli assistenti Gariglio e Chiffi hanno subito offerto una prospettiva diversa. “Gioca il pallone, guardalo Dani. Vedi che la gioca con lo stinco”, è stata la prima osservazione. Dopo un breve scambio di vedute, la valutazione si è consolidata: “Lui va e gioca il pallone. Poi gli prende anche il piede, però con lo stinco gioca il pallone”. L’analisi si è poi concentrata sulla dinamica del centrocampista, notando come ritragga la gamba dopo il tocco. La certezza ha portato alla chiamata per la revisione al monitor: “Per me è da togliere”, “Erma ti faccio vedere il contatto sul pallone e poi che lui non affonda mai”. Una volta riviste le immagini, Feliciani ha annullato la sua decisione iniziale con un conciso: “Perfetto, no rigore”.




