Leonardo Bonucci, nel corso di un’intervista per la rubrica “Storie di Serie A” su Radio TV Serie A, ha ripercorso le tappe fondamentali della sua lunga avventura con la Juventus. Il difensore ha offerto uno spaccato sulla trasformazione della squadra, sottolineando il ruolo cruciale di Antonio Conte, la formazione della celebre difesa “BBC” e l’importanza di figure carismatiche come Buffon, Del Piero e Vialli.
L’impatto di Conte: “Vincere è l’unica cosa che conta”
Bonucci ha descritto il suo arrivo a Torino come “un sogno ad occhi aperti”, nonostante un primo anno complicato per la squadra. La svolta, secondo il difensore, è coincisa con l’arrivo di Antonio Conte. Proveniente da due settimi posti consecutivi, il club aveva bisogno di una scossa. “Con Conte abbiamo capito cosa vuol dire essere Juventus e vincere con la Juventus”, ha spiegato Bonucci. L’allenatore ha stravolto la mentalità del gruppo, trasmettendo un’ossessione per la vittoria e incarnando il celebre motto del club. Secondo Bonucci, Conte è l’esempio perfetto di quella filosofia, un tecnico che ancora oggi non dorme la notte per un pareggio.
La nascita della BBC e i leader dello spogliatoio
Un altro momento chiave è stata la nascita della “BBC”, il trio difensivo composto da Bonucci, Barzagli e Chiellini. Il difensore ha ricordato come il passaggio alla difesa a 3 sia nato da un’intuizione di Conte, preparata in soli due giorni prima di una trasferta cruciale a Napoli. Quella che era nata come una sorpresa tattica divenne la fortuna della squadra. “Ci siamo completati a vicenda”, ha affermato Bonucci, spiegando come le diverse caratteristiche dei tre si compensassero perfettamente, creando automatismi quasi perfetti. A rendere il reparto ancora più solido c’era, alle loro spalle, “il portiere più forte del mondo”, Gianluigi Buffon.
L’eredità di Vialli e il futuro
Nell’intervista, Bonucci ha riservato un pensiero speciale per Gianluca Vialli, definito una persona di “immensità e spessore” la cui energia cambiava l’ambiente. Ha ricordato un episodio in Nazionale dopo una sconfitta, in cui Vialli lo spronò a essere d’esempio per far ripartire il gruppo, un insegnamento che riflette la resilienza e la forza richieste per giocare a grandi livelli.




