Juventus, il tallone d'Achille è la costanza: troppi giocatori dal rendimento altalenante
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Juventus, il tallone d’Achille è la costanza: troppi giocatori dal rendimento altalenante

La Juventus fatica a trovare un ritmo costante. Molti giocatori alternano grandi partite a prestazioni deludenti, un’incostanza che frena le ambizioni del club. Analisi di un problema strutturale.

Il principale ostacolo che frena la Juventus in questa fase della stagione ha una radice chiara: la mancanza di continuità. All’interno della squadra, troppi elementi offrono prestazioni altalenanti, un andamento incostante che mal si concilia con gli obiettivi di un club di vertice. Il problema non è la mancanza di talento, ma l’incapacità di garantire un rendimento stabile partita dopo partita.

L’affidabilità come base per la crescita

Per una squadra come la Juventus, non è tanto una questione di avere giocatori capaci di prodezze straordinarie, quanto di poter contare su un gruppo solido e affidabile. L’ideale sarebbe avere atleti in grado di assicurare uno standard di rendimento sufficiente e costante, senza picchi negativi inspiegabili. Invece, lo schema che si ripete vede prestazioni positive seguite immediatamente da partite deludenti. Quando un giocatore alterna sistematicamente una prova convincente a una insufficiente, emerge un limite strutturale che va oltre il singolo episodio di flessione e che penalizza l’intera squadra.

Da David a Openda: i simboli dell’incostanza

Un esempio emblematico di questa discontinuità è rappresentato da Jonathan David. L’attaccante, dopo aver mostrato segnali positivi contro Lecce e Sassuolo, ha deluso profondamente nelle uscite con Cremonese e Cagliari. Questo andamento a intermittenza è un fardello per un giocatore che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento. David, tuttavia, non è l’unico. Anche altri compagni, come Openda, mostrano una tendenza simile, alternando giocate di qualità a momenti di totale assenza dal gioco. È proprio questa assenza di costanza il vero nodo da sciogliere per la dirigenza bianconera se si vuole tornare a competere ai massimi livelli.