In una recente intervista concessa al Corriere della Sera, il difensore della Juventus Gleison Bremer ha condiviso le sue riflessioni su diversi aspetti della sua carriera e della sua esperienza in bianconero. Il giocatore brasiliano ha parlato delle sue ambizioni con il club, del suo rapporto con l’allenatore Luciano Spalletti e del percorso di recupero dopo l’infortunio, che lo ha visto trarre ispirazione da alcune leggende juventine.
Ambizioni chiare: vincere con la Juventus
Gleison Bremer non usa mezzi termini per descrivere il suo legame con la Juventus e i suoi obiettivi futuri. “Non posso immaginare la Juve senza la Champions”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza della massima competizione europea per un club di tale prestigio. Il suo desiderio è chiaro: “Sono qui per vincere e per scrivere il mio nome nella storia del club”. Questa mentalità emerge anche nell’analisi di partite come quella contro il Cagliari, dove un dominio schiacciante in termini di possesso palla e occasioni non si è tradotto in una vittoria. Nonostante la rabbia per il risultato, Bremer vede il lato positivo: un certo tipo di lavoro è stato fatto e, continuando su quella strada, i risultati arriveranno. Per il difensore, il “bel gioco” non è un concetto astratto, ma una strategia che, sebbene debba essere finalizzata alla vittoria, porta spesso al successo, come dimostrano le squadre che hanno dominato le scene negli ultimi anni.
Il lavoro con Spalletti e l’ispirazione dei grandi
Il rapporto con Luciano Spalletti è uno stimolo costante per Bremer, che si sente spronato a migliorare. L’allenatore lo incoraggia a essere più “incisivo” e a “prendersi più rischi” quando ha la palla tra i piedi, un ritorno alle sue origini brasiliane. Dopo due infortuni, il difensore ammette di aver dosato le energie, concentrandosi sulle letture difensive, un aspetto su cui sta lavorando intensamente grazie al supporto dello staff tecnico e di un match-analyst personale. Il gioco di Spalletti, basato sul possesso palla, gli permette di sentire meno la fatica e il peso del passato infortunio. Come modelli di riferimento, Bremer cita il connazionale Lucio e Giorgio Chiellini. Fu Mazzarri a notare somiglianze con l’ex capitano bianconero, che oggi è diventato un mentore per Bremer, consigliandogli di “guardare anche l’uomo, non solo la palla”.
La rinascita dopo l’infortunio, sulle orme di Baggio e Del Piero
Il periodo lontano dai campi è stato un momento di crescita personale per Gleison Bremer. Oltre a dedicarsi alla famiglia e a riscoprire la passione per la chitarra, ha approfondito letture impegnative come “L’arte della guerra” e i saggi di Aristotele. Per trovare la giusta motivazione nel percorso di riabilitazione, ha studiato le storie di due icone juventine: Roberto Baggio e Alessandro Del Piero. “Volevo capire come si fa a ritornare dopo un grave infortunio”, ha spiegato, sottolineando di aver imparato ad avere pazienza. Un incontro significativo con Del Piero al J-Medical gli ha fornito un consiglio prezioso: “Calma, non avere fretta, e migliora la tua mobilità”.




