La Juventus si prepara a un confronto tattico di grande interesse contro il Benfica, una partita che vedrà contrapporsi due filosofie di gioco distinte. La squadra di Spalletti punterà sulla sua aggressività e sul recupero palla immediato per scardinare la difesa portoghese.
Un duello di stili in mezzo al campo
Il Benfica si presenta come una squadra che predilige una difesa posizionale bassa, creando densità nella propria trequarti per poi ripartire affidandosi alla qualità di Sudakov tra le linee e alla velocità degli esterni, Prestianni e Schjelderup, quest’ultimo osservato dal mercato bianconero. Nonostante un cammino europeo deludente, la formazione portoghese ha mostrato una notevole solidità difensiva in Champions, concedendo in media appena due tiri a partita. A questa strategia, la Juventus risponderà con intensità e un pressing asfissiante. I dati confermano l’attitudine dei bianconeri, secondi in Europa per recuperi alti, dietro solo all’Athletic Bilbao. Il piano di Spalletti è chiaro: dominare il campo, aggredire l’avversario e riconquistare subito il possesso.
I singoli chiamati a fare la differenza
Per mettere in pratica questo piano, l’allenatore si affiderà ad alcuni uomini chiave. Manuel Locatelli avrà un doppio compito fondamentale, dovendo orchestrare la manovra e garantire copertura. In attacco, Thuram tornerà protagonista dopo la panchina di Cagliari, pronto a incidere con la sua fisicità. Un ruolo cruciale sarà quello di McKennie, le cui incursioni senza palla saranno un fattore per creare pericoli imprevedibili. Mentre a Yildiz sarà richiesta un’attenta gestione delle energie, dalla panchina potrebbe rivelarsi decisivo l’ingresso di Conceição, considerato l’uomo ideale per spaccare la partita negli ultimi trenta minuti.




