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J-DNA: un nuovo libro esplora l’identità della Juventus tra sociologia e passione

Un nuovo saggio di Vincenzo Greco analizza il J-DNA, l’essenza che rende la Juventus unica. Un’esplorazione tra sociologia, diritto ed emozione per capire la squadra più amata e odiata d’Italia.

L’identità della Juventus e dei suoi tifosi diventa oggetto di un’analisi approfondita nel libro “Pensieri bianconeri. Juventus: DNA di una tifoseria”, scritto da Vincenzo Greco, nota voce di Radio Bianconera. Il volume, in uscita il 23 gennaio per Ultra Edizioni con le prefazioni di Luigi Schiffo e Franco Leonetti, si propone di definire il concetto di J-DNA, ovvero quell’insieme di caratteristiche e valori che distinguono il club e la sua tifoseria nel panorama sportivo italiano.

Un’analisi tra sociologia e diritto

Il saggio di Greco si allontana dalla cronaca sportiva per esaminare il fenomeno Juventus attraverso una lente multidisciplinare, che include sociologia, psicologia e diritto. L’autore indaga le ragioni che rendono la squadra bianconera la più amata ma anche la più osteggiata d’Italia, analizzando come la comunicazione e i media abbiano contribuito a costruire narrazioni spesso critiche. Le vicende giudiziarie, da Calciopoli al caso plusvalenze, sono utilizzate come esempi per studiare meccanismi sociali complessi, come l’hate speech e la post-verità, che superano i confini del calcio. Il libro, nato dall’omonima pagina Facebook, si configura come uno strumento per comprendere le dinamiche che circondano il club.

L’orgoglio bianconero e la memoria storica

Uno degli obiettivi dichiarati dall’autore è quello di risvegliare lo spirito combattivo che storicamente caratterizza la Juventus, un animus pugnandi che Greco percepisce come affievolito. Sostenere la squadra, secondo la sua visione, non implica una chiusura al dialogo, ma la richiesta di un giudizio equo e basato sui fatti, promuovendo una maggiore consapevolezza identitaria tra i tifosi e all’interno della società stessa. Questa prospettiva analitica si unisce a una dimensione più emotiva nell’ultimo capitolo, “Mi ricordo, sì, io mi ricordo”, dove brevi ritratti di figure storiche del club legano l’analisi al sentimento e alla memoria collettiva, elementi fondamentali dell’esperienza calcistica.