La mentalità Juventus non si dimentica. Giacomo Vrioni inizia la sua avventura a Cesena portando con sé il bagaglio formativo costruito a Torino, un’esperienza che continua a definire la sua carriera. Durante la conferenza stampa di presentazione con il club romagnolo, l’attaccante ha chiarito come il periodo in bianconero sia stato una tappa formativa. Un capitolo che lo ha plasmato.
Scuola di campioni
Nessun rimpianto, solo crescita. Vrioni descrive i suoi due anni aggregato alla prima squadra della Juventus non come un’occasione mancata, ma come un privilegio. Allenarsi con giocatori di livello internazionale gli ha permesso di assorbire una cultura del lavoro e un approccio che si sono rivelati decisivi. “Quell’esperienza e quella mentalità me le sono portate dietro”, ha spiegato il centravanti. Un metodo che ha dato i suoi frutti nel campionato austriaco, dove ha conquistato il titolo di capocannoniere con la maglia del WSG Tirol. A Cesena ritrova due volti familiari del suo passato juventino, Olivieri e Frabotta, con cui ha condiviso il percorso nelle giovanili e le prime esperienze tra i grandi. Il suo nuovo numero di maglia, il 22, è legato a un aneddoto familiare: la data prevista per la nascita del figlio, un dettaglio personale per un nuovo inizio professionale con le radici ben salde a Torino.
Il profilo
Vrioni è stato fra le fila della Juventus Next Gen fra il 2020 e il 2021 e ha anche collezionato due presenze in Serie A. Classe 1998, Vrioni cresce nel settore giovanile della Sampdoria e fa il proprio esordio tra i professionisti nel campionato di Serie C 2017/2018 tra le fila della Pistoiese. Dal 2022, invece, è protagonista in MLS, realizzando 22 reti in 78 presenze con il New England Revolution. Nella prima parte dell’attuale stagione ha fatto parte del CF Montréal, sempre nella massima divisione statunitense.




