Spalletti trasforma la Juve: così è cambiata dall'ultima Coppa Italia
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Spalletti trasforma la Juve: così è cambiata dall’ultima Coppa Italia

A due anni dalla vittoria in Coppa Italia con Allegri, la Juventus di Spalletti mostra un volto nuovo. Lorenzo Aprile analizza la crescita di una squadra ora matura e con un gioco definito.

La Juventus ha trovato la sua guida. Dopo un lungo periodo di assestamento tecnico, il club bianconero sembra aver raggiunto una nuova stabilità con Luciano Spalletti, un percorso che secondo il giornalista Lorenzo Aprile ha portato a una profonda evoluzione della squadra. Il punto di partenza per misurare questo cambiamento è il 15 maggio 2024, data dell’ultimo trofeo vinto: la Coppa Italia contro l’Atalanta, decisa da un gol di Dusan Vlahovic dopo appena quattro minuti. Quella vittoria segnò anche la fine del ciclo di Massimiliano Allegri, aprendo una fase di transizione.

La ricerca di un’identità

Secondo l’analisi di Aprile, la Juventus di oggi è il risultato di una lunga ricerca. Un percorso iniziato dopo il primo addio di Allegri, proseguito con il tentativo di Sarri di imporre uno stile di gioco più propositivo, un progetto che portò allo scudetto ma non a una vera svolta filosofica. Dopo le parentesi di Pirlo, il ritorno di Allegri e le brevi gestioni di Motta e Tudor, la società ha individuato in Spalletti l’uomo giusto per costruire un’identità definita. Sebbene il nucleo della squadra presenti ancora elementi di continuità con la formazione che vinse la coppa nel 2024, come Vlahovic, Locatelli e Cambiaso, l’atteggiamento e la consapevolezza del gruppo sono mutati. La squadra attuale impone il proprio gioco e ha una struttura riconoscibile, dimostrando una crescita evidente.

La Coppa Italia come banco di prova

In questo scenario, la Coppa Italia assume un ruolo centrale. Non è più solo un obiettivo, ma il terreno su cui la nuova Juventus di Spalletti può misurare la propria maturità. Il cammino nella competizione, a partire dalla sfida con l’Atalanta, diventa un test per confermare i progressi. La partita contro i bergamaschi, gli stessi avversari della finale del 2024, non rappresenta soltanto un quarto di finale. È il primo vero esame per una squadra che vuole dimostrare di essere definitivamente cambiata.