La maglia numero 10 della Juventus ha trovato il suo interprete. Kenan Yildiz non è più una promessa, ma il simbolo di un progetto tecnico che punta sulla gioventù e sul talento. Il suo percorso, iniziato con un arrivo in sordina e culminato con il rinnovo fino al 2029, rappresenta la direzione che il club intende seguire per gli anni a venire, affidando al giocatore turco le chiavi del proprio futuro.
Un’ascesa fulminea
Il suo approdo a Torino è una storia di tempismo. Nel 2022, la Juventus si è inserita con decisione nella fase di stallo tra Yildiz e il Bayern Monaco, club in cui era cresciuto fin dall’età di 7 anni, assicurandosi il suo talento a 17 anni. L’impatto è stato immediato. Nella sua prima stagione con la formazione Primavera, da sotto età, ha messo a referto 15 reti e 7 assist, numeri che gli sono valsi l’esordio nel calcio professionistico con la Next Gen. Un passaggio durato poco. Massimiliano Allegri lo ha voluto stabilmente in prima squadra, una scelta ripagata al debutto da titolare contro il Frosinone: sono bastati 12 minuti per trovare il primo gol in Serie A, il momento che ha dato il via alla sua affermazione definitiva.
Presente e futuro bianconero
L’investitura a leader tecnico è arrivata con la maglia numero 10 e un contratto blindato fino al 2029. Queste mosse certificano la sua centralità nel progetto della Juventus guidata dal presidente Gianluca Ferrero. Yildiz si è preso la squadra sulle spalle, dimostrando di non sentire il peso di un numero che a Torino ha un valore storico. Luciano Spalletti, che oggi lo allena in bianconero, lo aveva definito “l’alieno”, un attestato di stima che oggi assume un significato ancora più profondo. Il rinnovo non è solo un accordo economico, ma la dichiarazione di intenti di un club che ha scelto Yildiz per costruire il proprio domani.




