Bosco a TuttoJuve: "Yildiz via per 120 milioni, Vlahovic come Dybala"
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Bosco a TuttoJuve: “Yildiz via per 120 milioni, Vlahovic come Dybala”

L’analisi del giornalista Andrea Bosco disegna un futuro preoccupante per la Juventus: dalla possibile cessione di Yildiz alla gestione del caso Vlahovic, un errore che ricorda quello di Dybala.

Andrea Bosco traccia una linea netta sul futuro della Juventus. In un’intervista esclusiva concessa a TuttoJuve, il giornalista analizza le criticità del club bianconero, partendo dalla gestione societaria fino ad arrivare ai singoli giocatori. La sua visione non lascia spazio a interpretazioni. Le fondamenta attuali non garantiscono un avvenire solido.

La strategia del club e il caso Yildiz

Il problema principale, secondo Bosco, risiede nella proprietà. “Il problema è Elkann”, afferma, criticando l’assenza di una figura presidenziale forte e presente. Questa debolezza si rifletterebbe su una filosofia societaria orientata a sacrificare i talenti di fronte a offerte consistenti, una necessità dettata da un debito di 300 milioni. Il rinnovo di Kenan Yildiz non basta a rassicurare. “Yildiz verrebbe ceduto con un’offerta da 120mln del Real Madrid o di qualsiasi altra squadra”. La paura è che la stessa sorte possa toccare ad altri giovani, seguendo le orme di Huijsen, Soulé e Barrenechea.

Vlahovic e l’incubo dell’addio a zero

L’analisi si sposta poi sulla gestione dei contratti. Un’ombra del passato si allunga sul presente. Per Dusan Vlahovic, il rischio è quello di un epilogo già visto a Torino. “A giugno andrà via a zero”, prevede Bosco, tracciando un parallelo diretto con una ferita ancora aperta. “Si sta ripetendo lo stesso errore fatto con Dybala perso a zero, un rischio grande e grosso che sta coinvolgendo anche McKennie”. Una situazione che mette sotto accusa non solo la dirigenza attuale ma anche quella passata.

Giudizi sul mercato: tra flop e rivalutazioni

Bosco non risparmia critiche al mercato, con giudizi netti su alcuni acquisti. Teun Koopmeiners viene definito “un flop”, un giocatore adatto solo al contesto di Gasperini e il cui arrivo sarebbe “colpa di Giuntoli e Thiago Motta”. Bocciatura anche per Zhegrova, etichettato come “un giocatore da campetto”. Il giornalista, però, sa anche ammettere i propri errori. Su Lloyd Kelly, infatti, fa un passo indietro rispetto a un giudizio precedente. “Faccio ammenda sul mio precedente giudizio: Kelly è in effetti è cresciuto, ma non è Beckenbauer”. Un miglioramento evidente, anche se resta l’unico caso positivo tra gli acquisti di Giuntoli secondo l’analisi.