Timothy Weah non usa mezzi termini. In una recente intervista concessa a Téléfoot l’esterno statunitense ha descritto il suo ultimo periodo alla Juventus prima del trasferimento al Marsiglia. Un racconto senza filtri. Le sue parole dipingono un quadro di profonda difficoltà personale e professionale vissuta a Torino.
“Un giocatore a pezzi, senza fiducia”
L’esperienza alla Juventus si è chiusa nel modo più difficile. Weah ha confidato lo stato d’animo con cui è approdato in Francia la scorsa estate. “Quando sono arrivato qui, l’OM ha preso un giocatore a pezzi, senza fiducia”. Una condizione che rendeva pesante la routine quotidiana. “Per me era difficile alzarmi la mattina e andare ad allenarmi. Perché le cose non andavano bene per me”. Il club francese ha rappresentato una via d’uscita. “Quindi il Marsiglia ha scommesso su di me”, ha aggiunto il giocatore.
La chiamata di De Zerbi che ha cambiato tutto
La svolta ha un nome e un cognome: Roberto De Zerbi. Il tecnico del Marsiglia è stato decisivo nel convincere Weah, con un approccio decisamente fuori dagli schemi. “Il Marsiglia mi ha dato fiducia”, ha spiegato l’americano, ma è stato il suo allenatore a fare la prima mossa. “L’allenatore mi ha chiamato alle 4 del mattino in pigiama, su Facetime”, ha raccontato Weah ridendo. Le parole del tecnico sono state un’iniezione di fiducia. “Stava fumando e mi ha detto: ‘Tim, devi venire qui. Vedrai, questa è casa tua’”.
I dettagli dell’operazione di mercato
Il trasferimento che ha portato Weah al Marsiglia si è strutturato con la formula del prestito oneroso da 1 milione di euro. L’accordo, però, include un obbligo di riscatto fissato a 14,4 milioni, a cui potranno aggiungersi bonus per un massimo di 4,1 milioni. La Juventus ha anche mantenuto una clausola del 10% su una futura rivendita del calciatore, che ha firmato con i francesi un contratto fino al 30 giugno 2030. Una scommessa ripagata dalla calorosa accoglienza, che ha confermato le parole del tecnico. “E all’aeroporto sono stato accolto come se fossi a casa”.




