Un pareggio che lascia l’amaro in bocca, salvato solo al 96′ da un’incornata di Pierre Kalulu. La Juventus di Luciano Spalletti evita la sconfitta contro la Lazio, ma l’1-1 dello Stadium impone una riflessione. Il tecnico analizza la prestazione senza nascondere i limiti della squadra, ma difende le sue idee di gioco e i suoi uomini, a partire da Manuel Locatelli.
Reazione e frenesia
Spalletti guarda il bicchiere mezzo pieno. La squadra ha reagito allo svantaggio, ma non tutto ha funzionato. «Mi tengo la reazione della squadra sotto pressione», ha spiegato l’allenatore. La rimonta è un dato di fatto. «Siamo stati bravi a rimontare, ma in alcuni momenti c’è stata troppa confusione e frenesia». Un messaggio chiaro al gruppo. Per crescere serve un passo in più. «Se vuoi essere una squadra top devi saper gestire le emozioni e dimostrare personalità», ha aggiunto Spalletti, delineando il percorso per il futuro.
La difesa della costruzione dal basso
L’ennesimo gol subito al primo tiro in porta degli avversari è nato da un errore in fase di costruzione. Spalletti però non arretra di un centimetro. Si assume la piena responsabilità. «Probabilmente certi errori sono la conseguenza delle richieste che faccio ai ragazzi, come non buttare via la palla e alzare il livello del nostro calcio». Nessun processo pubblico per i singoli. L’errore di Locatelli che ha portato al gol laziale viene assorbito dal tecnico. «Locatelli è stato uno dei migliori fin qui, una palla persa non può cancellare tutto quello che ha fatto. Nel calcio succede».
L’affondo sugli arbitri
L’analisi della partita tocca anche gli episodi arbitrali, in particolare il contatto in area su Juan Cabal. Spalletti è netto. «Andava dato tutta la vita». La sua riflessione, però, va oltre il singolo episodio e si allarga al sistema. «Ma il punto non è quello: c’è sempre un’interpretazione. Non si può dire che tutti i falli di mano siano rigore». La proposta è strutturale. «Serve una riforma per rendere gli arbitri professionisti. Sono gli unici, nel calcio, a non esserlo». Il passato con Sarri è archiviato, ora la testa va al derby d’Italia contro l’Inter di Cristian Chivu.




