Alla Juventus manca un finalizzatore. L’analisi di Ciccio Graziani alla Domenica Sportiva è netta e torna su un punto che l’ex attaccante sostiene da settembre: la squadra crea, gioca, ma non concretizza abbastanza. Il pareggio per 2-2 contro la Lazio è l’ultima prova a sostegno della sua tesi, una partita che, secondo la sua lettura, i bianconeri avrebbero meritato di vincere.
Un pareggio che sta stretto
La Juventus ha calciato 34 volte verso la porta della Lazio. Un dato che racconta il dominio della squadra di Luciano Spalletti, capace di mettere in costante difficoltà la difesa avversaria. Graziani ha descritto una Lazio arroccata, in affanno nel contenere gli attacchi bianconeri. “Sapevo che non era finita”, ha commentato riguardo le fasi finali del match, culminate con il pareggio juventino. Un 2-2 che, a suo dire, sta persino stretto alla Juventus per quanto visto in campo. La squadra è stata abile a sfruttare le disattenzioni dei difensori laziali, ma il risultato finale non ha ripagato la mole di gioco prodotta. “Gol sbagliato, gol subito”, ha aggiunto Graziani.
La strada giusta nonostante il problema del gol
Nonostante la critica sulla mancanza di cinismo, Graziani vede una Juventus in crescita. Il gioco c’è, le occasioni pure. La strada intrapresa è quella corretta. L’ex campione del mondo ha anche speso parole di elogio per Luciano Spalletti, apprezzandone il comportamento e la correttezza. Ha ricordato la sconfitta per 3-0 a Bergamo come un esempio della maturità del tecnico, che non ha cercato alibi nonostante un passivo giudicato eccessivo rispetto alla prestazione. Anche in quella partita, ha insistito Graziani, la Juventus giocò bene. Il problema resta lo stesso: “Se la Juventus avesse un attaccante bravo veramente davanti, che finalizza un po’ di più le occasioni che si creano, oggi avrebbe una classifica nettamente migliore”.




