✗ L'attacco della Juventus tra dubbi e conferme: il caso Openda
Home > Cassano boccia la Juve: “Servono 6-7 campioni, Yildiz non può essere il leader”

Cassano boccia la Juve: “Servono 6-7 campioni, Yildiz non può essere il leader”

Antonio Cassano non usa mezzi termini per la Juventus: la squadra è da rifondare con 6-7 campioni. Nel mirino finiscono Yildiz, l’attacco e la difesa. L’ex attaccante boccia l’intera rosa.

Antonio Cassano lancia la sua analisi senza filtri sulla Juventus. Intervenuto durante la trasmissione Viva el Futbol, l’ex attaccante ha tracciato una linea netta sulle necessità della squadra per tornare competitiva ai massimi livelli. La sua ricetta è drastica. Servono almeno sei o sette acquisti di spessore per colmare le lacune in rosa.

Rivoluzione in attacco e bocciatura per Yildiz

Il punto di partenza del ragionamento di Cassano è chiaro. Kenan Yildiz non può essere considerato l’uomo franchigia su cui fondare il futuro. Secondo l’ex giocatore, la Juventus non può ripartire da un profilo così giovane se l’obiettivo è tornare a vincere subito. La critica si estende a tutto il reparto offensivo, dove sarebbero necessari due nuovi bomber. Una valutazione che suona come una bocciatura per gli attaccanti attualmente in rosa, tra cui figurano Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik, ma anche i nuovi innesti Loïs Openda e Jonathan David.

Difesa e fasce da rifondare

L’analisi di Cassano prosegue a ritroso, colpendo ogni reparto. Anche tra i pali servirebbe un nuovo portiere. La difesa necessita di un centrale di alto livello da affiancare a Gleison Bremer, nonostante la presenza di giocatori come Lloyd Kelly e Pierre Kalulu. Le critiche più aspre sono però riservate agli esterni. L’ex attaccante ha messo in discussione l’acquisto di Emil Holm, che definisce “una riserva allo Spezia”, e ha espresso forti perplessità sull’impiego costante di Andrea Cambiaso. Per Cassano, la squadra avrebbe bisogno di profili di caratura differente per poter alzare il livello qualitativo. Una diagnosi severa, che disegna una Juventus ancora lontana dalla versione vincente del suo passato.