La Juventus non cerca solo qualità tecniche, ma uomini pronti a indossare la maglia bianconera. Un concetto ribadito da Claudio Chiellini, Head of Next Gen Area, che in un’intervista ai canali ufficiali del club ha delineato la filosofia dietro al progetto della seconda squadra.
Il metodo Juventus: carattere e mentalità
Prima di acquistare un giocatore, la Juventus vuole conoscerlo a fondo. Lo scouting, un lavoro di squadra coordinato da Sergio Carnesalini, non si ferma al campo. “Cerchiamo sempre di conoscere il ragazzo prima di acquistarlo, di andarlo a vedere di persona e di stare con lui per capire anche a livello caratteriale se è in grado di stare nell’ambiente Juventus”, spiega Chiellini. La mentalità e la voglia di migliorarsi sono le basi. L’obiettivo primario della Next Gen è far crescere i calciatori per renderli pronti per la prima squadra. Un esempio è Muharemovic, che senza aver esordito in gare ufficiali con la Juventus, sta dimostrando il suo valore in Serie A con il Sassuolo.
Tra giovani talenti e leader esperti
Il mercato della Next Gen è sempre in movimento. L’ultima sessione ne è la prova, con il ritorno di profili che conoscono l’ambiente come Cerri e Mulazzi e l’innesto di giovani stranieri come Licina e Oboavwoduo, provenienti dai settori giovanili di Bayern Monaco e Manchester City. Questi si affiancano a giocatori “over’”come Guerra e Scaglia, veri leader dentro e fuori dal campo. “Loro riescono, anche nelle difficoltà, a tenere la situazione sotto controllo e ad aiutare i ragazzi giovani”, afferma Chiellini, ricordando come questa figura sia sempre stata un pilastro del progetto. La stagione attuale ha visto un inizio positivo, seguito da un periodo complesso a causa di alcuni infortuni. La svolta è arrivata a Gubbio a fine novembre: “Quel pareggio con rete di Faticanti nel recupero in dieci contro undici, penso sia stata la molla che, poi, ha portato a una continuità di rendimento”.




