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Aldo Serena: “Ecco cosa manca a David e Openda”

Aldo Serena racconta un retroscena su Platini e analizza l’attacco della Juventus in vista dell’Inter, con un focus su David e Openda.

Aldo Serena non prevede una partita spettacolare come quella dell’andata. L’ex attaccante di Inter e Juventus, intervistato da Tuttosport, anticipa una sfida più tattica ed equilibrata a San Siro. La Juventus, secondo lui, proverà a giocare a viso aperto, pressando alto per non subire l’iniziativa dei nerazzurri: “Sarà una partita tirata, uno dei soliti Inter-Juve a San Siro”.

Attacchi a confronto

La differenza tra i reparti offensivi è netta. Serena analizza le punte a disposizione delle due squadre, sottolineando la varietà di scelta per l’Inter. “Non si assomigliano perché l’Inter ha a disposizione 4 giocatori con caratteristiche diverse, mentre la Juve non ha l’attaccante centrale sul quale appoggiarsi”. I nerazzurri possono contare su profili come Lautaro e un giocatore fisico come Pio Esposito, capace di far salire la squadra e creare spazi. La Juventus, invece, fatica a trovare un punto di riferimento. “David dovrebbe essere più intraprendente”, commenta Serena, notando come l’arrivo di Spalletti stia aiutando il giocatore a prendere coscienza delle proprie qualità. Il problema è la finalizzazione. “Tutti quei palloni che sono arrivati nelle ultime partite devono essere capitalizzati dalla prima punta in area di rigore e così non è stato”. Su Openda, il giudizio è severo: “Molto frenetico quando viene chiamato in causa e non ha la tranquillità e l’equilibrio mentale giusto. È vero che è veloce, rapido e sa attaccare bene la profondità, però ha poca lucidità in area di rigore”.

Il retroscena su Platini

Serena ha vestito la maglia della Juventus dal 1985 al 1987, vincendo uno scudetto e una Coppa Intercontinentale. Un’esperienza segnata dal rapporto con Michel Platini. “Michel è tutto quello che io non ero”, racconta. Un aneddoto svela il motivo del suo arrivo a Torino. “Uscendo dagli allenamenti, in una stagione in cui io ero partito bene, se non sbaglio feci 7 gol nelle prime 9 partite, mi disse: ‘Sei contento di essere qui alla Juve?’ e io risposi: ‘Certo. Ci sei tu, ci sono Mauro e Cabrini che crossano, c’è Laudrup vicino a me’”. La risposta di Platini fu una rivelazione. “Sai, sono io che ti ho voluto alla Juve. Ti ho voluto anche perché tu colpisci molto bene di testa, così puoi appoggiarmi i palloni anche dietro, arrivo io e tiro”.