La Juventus di Luciano Spalletti ha un’anima, ma non ancora la corazza per tornare a dominare. Il pensiero è di Gianluca Zambrotta, che analizza a La Gazzetta dello Sport il percorso dei bianconeri sottolineando i progressi nella manovra e nella costruzione, ma anche le fragilità che ancora frenano la squadra. Un passo avanti si nota. Ma non è abbastanza per competere su tutti i fronti e per incarnare di nuovo lo spirito della Juventus di un tempo.
I dettagli che costano punti
Secondo l’ex terzino, la gestione di Spalletti ha portato una chiara identità. La squadra costruisce il gioco in modo diverso e più efficace rispetto al passato. Il problema, però, risiede nei dettagli. La Juventus paga a caro prezzo ogni disattenzione, subendo gol al primo tiro in porta in partite come quelle contro Atalanta e Lazio. Non è sfortuna, ma una questione di concentrazione. Per Zambrotta, serve una maggiore attenzione, specialmente nei primi minuti di gioco, per evitare di compromettere le partite. Sono proprio i punti persi contro le cosiddette “piccole” a pesare sulla classifica e a creare un divario con l’Inter. Le sfide con Cagliari, Lecce, Fiorentina e Verona hanno lasciato un’eredità pesante. Per lottare per lo scudetto o per un posto in Champions League, è necessario fare punti contro chiunque.
Attacco, chi è il vero 9
Nonostante un reparto offensivo che conta nomi come Vlahovic, Milik, e i nuovi acquisti Openda e David, la squadra sembra ancora priva di un finalizzatore implacabile. Zambrotta osserva come i gol arrivino spesso da giocatori come Weston McKennie, elogiato per i suoi inserimenti da centrocampista, o dal talento di Kenan Yildiz. La mancanza di un centravanti puro, un “vero numero 9” alla Lautaro Martínez, si fa sentire. L’auspicio è che Dusan Vlahovic, che era quel tipo di giocatore, possa tornare a essere decisivo. Su Yildiz, la promozione è piena: la società ha fatto bene a blindarlo con il rinnovo, ma ora Spalletti avrà la responsabilità di gestirne la crescita senza caricarlo di troppe pressioni.
Derby d’Italia
In vista della sfida contro l’Inter, l’analisi si sposta sul campo. La rivalità storica, evocata dal ricordo dell’episodio Iuliano-Ronaldo, lascia spazio a considerazioni tattiche. Il pericolo numero uno per la difesa bianconera è Federico Dimarco, definito il miglior assistman dei nerazzurri. Sulla sua fascia servirà una prestazione impeccabile. La difesa, composta da Bremer, Gatti e i nuovi Kelly e Kalulu, dovrà fare i conti con l’attacco più prolifico del campionato e con la minaccia costante dei calci piazzati. La partita contro l’Inter sarà anche una sfida in famiglia per Khéphren Thuram, centrocampista bianconero, che si troverà di fronte il fratello Marcus. Zambrotta chiude senza fare pronostici, ma con un messaggio chiaro alla squadra: “La Juventus deve pensare solo a guadagnarci”. Con gli scontri diretti che coinvolgono le rivali, può essere l’occasione per recuperare terreno.




