Niente illusioni. Gleison Bremer mette un punto sulla corsa scudetto della Juventus, definendola un capitolo ormai chiuso: “Siamo lontani, lo sappiamo tutti, ormai è andato”. L’obiettivo è un altro. Il difensore brasiliano, in un’intervista a DAZN sposta il focus sulla sfida di San Siro contro l’Inter e sulla qualificazione alla prossima Champions League, il vero traguardo stagionale.
La sfida all’Inter e la filosofia di Spalletti
A San Siro sarà una partita “calda e balla”. Bremer riconosce la forza dei nerazzurri, una squadra esperta che ha disputato due finali di Champions e che gioca a memoria, spinta dal proprio pubblico. “Ma anche noi siamo la Juventus”. Il percorso con Luciano Spalletti è appena iniziato, ma le ultime prestazioni hanno dimostrato che la squadra può vincere. Del tecnico apprezza l’esperienza e la capacità di lavorare sulla testa dei giocatori, definendolo “un po’ come un filosofo”. Per la marcatura dei temibili attaccanti avversari, Lautaro e Thuram, non ha ancora parlato con il compagno di squadra Khéphren, fratello di Marcus, ma non esclude di ricevere “qualche consiglio”.
Un futuro da scrivere, sulle orme della BBC
Il difensore brasiliano promuove il compagno di reparto Lloyd Kelly. “È un difensore forte, ci sta dando una mano”. Ne descrive le qualità: “Fisicamente è una bestia, ha un bel palleggio”. L’intesa tra i due cresce, ma il paragone con la storica BBC (Barzagli, Bonucci, Chiellini) è prematuro. “Lo dirà il futuro”. Bremer vede i tre predecessori come un esempio da seguire, senza l’ambizione di superarli. “Loro hanno fatto la storia della Juventus. Erano nel loro prime ed era un’altra Juventus, c’erano undici campioni e quelli che entravano davano una mano”.




