L’errore contro il Como pesa. La parata mancata sul tiro di Vojvoda ha spianato la strada alla sconfitta della Juventus, riaccendendo i riflettori su Michele Di Gregorio. Un episodio non isolato. La sua stagione è stata macchiata da diverse incertezze che ora costringono il club e Luciano Spalletti a profonde riflessioni. Il tecnico lo difende, ma il futuro resta un’incognita.
Gli episodi che mettono in discussione Di Gregorio
La lista delle critiche si allunga. Prima della partita con il Como, c’era stata la rete subita da Isaksen contro la Lazio, un tiro da posizione defilata che ha lasciato perplessi. A San Siro, un’altra sbavatura. L’autogol di Cambiaso contro l’Inter è nato da una sua uscita incerta, anche se in quella partita si era parzialmente riscattato con altri interventi. I dubbi non finiscono qui. Tornando indietro nella stagione, si ricordano i gol subiti contro il Borussia Dortmund e la rete di Mandragora con la Fiorentina, episodi in cui la sua reattività è apparsa discutibile.
La difesa di Spalletti e le scelte future
Spalletti sceglie la linea della protezione. ‘Non ha più responsabilità degli altri’, ha dichiarato il tecnico, distribuendo il peso della sconfitta sull’intera squadra e difendendo il suo portiere. Una strategia chiara. L’allenatore evita di esporre un singolo giocatore, consapevole che ogni punto perso può condizionare la corsa in campionato. Tuttavia, la panchina non è vuota e Mattia Perin rappresenta un’alternativa pronta all’uso. La società osserva, riflette sul mercato e si chiede se Di Gregorio, da certezza della prima stagione, si sia trasformato in un punto debole. Le prossime partite diranno se la fiducia del tecnico sarà ripagata o se per la Juventus diventerà inevitabile guardare altrove.




