Miralem Pjanic, ex centrocampista bianconero, traccia la rotta per la Juventus in un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Dal suo nuovo ruolo di apprendista agente a Dubai, il bosniaco analizza la squadra, approva la guida di Luciano Spalletti e offre consigli di mercato. Secondo Pjanic, la stabilità è la chiave per tornare a vincere e la conferma del tecnico è stata la mossa giusta.
Spalletti, l’uomo per un nuovo ciclo
Pjanic non ha dubbi. La conferma di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus è la scelta corretta per costruire un futuro solido. “È un top”, afferma, ricordando i sei mesi passati insieme a Roma. “Ha dato un’identità precisa alla squadra e adesso serve stabilità per tornare a vincere”. Per aprire un ciclo vincente, però, non basta solo la guida tecnica. Servono rinforzi mirati. “Serviranno almeno tre acquisti top, uno per reparto”, spiega Pjanic, delineando una strategia chiara per il mercato estivo.
Mercato: Bernardo Silva e il futuro di Vlahovic
Il nome per il centrocampo è di primo livello. “Se non posso permettermi l’investimento Tonali prendo Bernardo Silva”, dichiara senza esitazioni. Il profilo del portoghese è, secondo lui, esattamente ciò che manca alla squadra attuale per il definitivo salto di qualità. “È quello che serve alla Juve: qualità, personalità, esperienza e carisma, serve per svoltare”. Pjanic si sofferma anche sul futuro di Dusan Vlahovic, consigliandogli di restare a Torino. “Gli chiederei se è certo di trovare un club migliore della Juventus. Non è facile e lo dico per esperienza”. La fiducia nel potenziale dell’attaccante serbo sotto la guida di Spalletti è totale. “Luciano ha valorizzato tutti gli attaccanti, penso che anche Dusan possa fare una stagione da top”.
Aneddoti dal passato: Allegri e Cristiano Ronaldo
Nell’intervista c’è spazio anche per i ricordi. Pjanic racconta di come Massimiliano Allegri “vedeva tutto in anticipo”, citando un episodio prima di una sfida con il Barcellona. L’allenatore gli chiese di provare schemi su calcio d’angolo per Chiellini, prevedendo un gol che poi si avverò. Un altro retroscena riguarda Cristiano Ronaldo e le punizioni. Dopo alcuni mesi dal suo arrivo, fu lo stesso portoghese a cedergli l’incarico di calciarle. “Al Real era uno specialista, alla Juventus invece c’era l’incubo della barriera. Dopo un paio di mesi mi disse di calciarle”, conclude Pjanic.




