Sessanta milioni di euro sul banco degli imputati. L’investimento per portare Loïs Openda e Jonathan David a Torino non ha convinto Luciano Spalletti, mettendo in discussione le scelte di Damien Comolli. Il futuro del dirigente è ora in bilico. La valutazione del tecnico è netta: i due attaccanti non sono considerati del livello necessario per fare la differenza con la maglia bianconera, specialmente quando le difese avversarie chiudono gli spazi.
Una bocciatura tecnica
Il giudizio di Spalletti è puramente tecnico. Per l’allenatore, David e Openda sono buoni profili per una squadra di media classifica, ma non possiedono le caratteristiche per incidere in un club come la Juventus. La presenza in rosa di un centravanti come Dusan Vlahovic non ha fatto altro che accentuare i limiti dei due compagni di reparto. Già con la precedente gestione tecnica di Tudor l’integrazione era apparsa difficile. Spalletti ha provato a dar loro una possibilità, ma i segnali restano negativi. Non servirebbe un profilo alla Osimhen, irraggiungibile per costi, ma giocatori con uno spessore diverso.
Un problema da 45 milioni
Se la situazione di David appare più gestibile, quella di Openda assume i contorni di un vero problema finanziario. L’attaccante belga è costato 45 milioni di euro, un investimento che ora pesa sulle casse del club. Trovare un acquirente a titolo definitivo non sarà semplice e l’ipotesi più probabile è una cessione in prestito con diritto di riscatto. Tra un anno, il suo valore a bilancio sarà ancora di 30 milioni. Discorso diverso per David: pagato 15 milioni, ha mercato in Francia e altrove, e potrebbe persino generare una plusvalenza. Comolli si è giocato la sua posizione puntando su di loro. Ora, solo il raggiungimento del quarto posto potrebbe garantirgli la permanenza.




