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La difesa della Juventus è un rebus: il clean sheet per blindare la Champions

Nonostante un attacco prolifico, la Juventus di Spalletti mostra fragilità difensiva. La capacità di non subire gol diventa il fattore decisivo per la qualificazione in Champions League.

Un attacco tra i migliori del campionato non basta. La Juventus di Luciano Spalletti si trova a fare i conti con una fragilità difensiva che rischia di compromettere la corsa verso la Champions League. La porta inviolata è diventata una necessità. Il dato è semplice: quando la squadra non subisce gol, vince. Una solidità da ritrovare in fretta, a partire dalla prossima sfida.

Errori e disattenzioni: cosa non va dietro

Il problema non è uno solo. La squadra concede occasioni per errori in uscita dal basso, per marcature imprecise sui calci d’angolo e per deviazioni che complicano il lavoro dei portieri. Sono dettagli che pesano. Anche nella vittoria contro il Pisa, un brivido ha percorso la schiena dei tifosi. Un’occasione concessa agli avversari nei primi minuti avrebbe potuto cambiare l’esito della gara, a testimonianza di una concentrazione non sempre costante.

Udinese, un esame per Bremer e compagni

Il prossimo test si chiama Udinese. La squadra friulana rappresenta un banco di prova per la difesa bianconera, grazie ad attaccanti rapidi e fisici. Uno di questi è Keinan Davis, giocatore capace di mettere in difficoltà qualsiasi retroguardia. Per la Juventus di Spalletti la strada è tracciata: serve ritrovare equilibrio. L’obiettivo è blindare la difesa, guidata da Bremer e Gatti, per permettere all’attacco di fare la differenza. Contro l’Udinese servirà una risposta, perché la corsa per un posto in Europa non ammette altre distrazioni.