Arrivabene difende l'operazione Vlahovic e rivendica i suoi acquisti
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Arrivabene rivendica il suo mercato: “Vlahovic un orgoglio, su Dybala nessun rimpianto”

L’ex ad della Juventus rompe il silenzio e difende le sue scelte. Dall’orgoglio per l’acquisto di Vlahovic al mancato rinnovo di Dybala, Arrivabene non ha rimpianti e rivendica la sua eredità.

Nessun rimpianto, nessuna marcia indietro. Maurizio Arrivabene rompe il silenzio e, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, difende il suo operato da amministratore delegato della Juventus. L’ex dirigente rivendica le decisioni prese durante la sua gestione, tracciando una linea netta tra le operazioni di mercato concluse e il loro impatto sulla squadra attuale. Un’analisi che tocca i punti nevralgici del suo mandato.

L’eredità nella rosa di Spalletti

Il mercato è il cuore del discorso. Arrivabene si dice ancora orgoglioso dell’acquisto di Dusan Vlahovic, definito un investimento necessario per rinforzare il reparto offensivo. Secondo l’ex ad, il centravanti serbo ha le qualità per avvicinarsi ai migliori attaccanti se la squadra lo supporta in modo adeguato. Un’eredità pesante e ancora centrale. La sua visione trova conferma nella rosa attuale, dove giocatori arrivati sotto la sua gestione insieme all’area sportiva, come Manuel Locatelli, Gleison Bremer e Federico Gatti, sono oggi protagonisti nella squadra guidata da Luciano Spalletti. Scelte che hanno costruito l’ossatura della difesa e del centrocampo. Sul fronte opposto, c’è la gestione dell’addio di Paulo Dybala. Arrivabene è categorico: non ha alcun rimpianto per il mancato rinnovo del contratto dell’argentino. “Una volta presa una decisione, non ha senso tornare indietro“, ha chiarito, chiudendo la questione con pragmatismo.