Quasi un miliardo di euro non è bastato. Dal trionfo in campionato nella stagione 2019-20, la Juventus ha investito sul mercato circa 875 milioni senza riuscire a tornare competitiva per il titolo. Un dato che non evidenzia una mancanza di budget, sostenuto da quattro ricapitalizzazioni degli azionisti, ma una chiara assenza di una strategia tecnica coerente. Un processo di continuo smontaggio e riassemblaggio che non ha prodotto i frutti sperati, lasciando la squadra costantemente un passo indietro rispetto alle rivali.
Una collezione di acquisti, non una squadra
L’analisi delle operazioni di mercato mostra una serie di investimenti onerosi che non hanno garantito un rendimento adeguato. L’acquisto più caro, Dušan Vlahović, è costato 85 milioni di euro ma la sua performance è stata discontinua. Stesso discorso per Arthur, pagato 80 milioni, e Manuel Locatelli, per cui sono stati spesi 35 milioni, entrambi con un rendimento altalenante. Anche l’investimento da 54 milioni per Federico Chiesa è stato condizionato da problemi fisici. La stagione 2024-25 rappresenta un punto basso, con gli innesti di Teun Koopmeiners (53 milioni), Douglas Luiz (49 milioni) e Nico Gonzalez (37 milioni) che non hanno rispettato le attese. A questi si aggiungono le operazioni più recenti, come il riscatto di Francisco Conceição per 40 milioni e l’arrivo di Jonathan David da svincolato con 12 milioni di costi accessori, che sollevano ulteriori interrogativi. Molti di questi giocatori, da Vlahović a Koopmeiners, fanno ancora parte della rosa a disposizione di Luciano Spalletti per la stagione 2025/26.
Il divario con le rivali in campo e nei conti
Il confronto con le altre big della Serie A è impietoso. Dal 2020, il saldo tra acquisti e cessioni della Juventus è negativo per 400 milioni di euro. Un passivo nettamente superiore a quello di Milan (-340 milioni), Napoli (-200 milioni) e soprattutto Inter (-140 milioni). La differenza sostanziale è che, nello stesso periodo, le rivali hanno conquistato cinque scudetti. La sfida ora è trasformare una rosa costruita su investimenti massicci in un collettivo capace di vincere.




