Manuel Locatelli offre l’ennesima prova di solidità. Contro il Bologna, il centrocampista ha messo in scena il suo repertorio: ordine, equilibrio e letture di gioco. Una prestazione che non riempie gli occhi con giocate spettacolari, ma che costruisce la spina dorsale della squadra di Luciano Spalletti. Il suo lavoro è una garanzia.
Il metronomo del centrocampo
La sua partita si è sviluppata su due binari precisi. Nel primo tempo ha gestito il flusso del gioco, offrendo sempre una linea di passaggio pulita ai compagni e smistando il pallone con precisione. Un lavoro costante anche in fase di non possesso, dove ha schermato la difesa limitando le iniziative avversarie senza commettere sbavature. Nella seconda frazione di gioco ha arretrato leggermente il suo baricentro. Si è concentrato sulla protezione della linea difensiva, diventando un punto di riferimento per l’equilibrio tattico della Juventus. Meno visibile, ma ugualmente efficace nel tenere insieme i reparti. La sua intelligenza tattica permette a giocatori come McKennie e Thuram di esprimersi con maggiore libertà. Un architetto silenzioso al centro del progetto bianconero.




