✓ Nuovo stop per Pogba, il francese salta la sfida con la Juventus
Home > Notizie Juventus > Interviste Juventus > Pogba, il retroscena su Conte: ‘Mi parlò in segreto, il suo fuoco era pazzesco’

Pogba, il retroscena su Conte: ‘Mi parlò in segreto, il suo fuoco era pazzesco’

Paul Pogba si racconta: dal colloquio segreto con Antonio Conte che lo convinse a firmare, al ruolo di maestri di Pirlo e Chiellini. Un tuffo nel passato bianconero.

Un incontro segreto con Antonio Conte cambiò tutto per Paul Pogba alla Juventus. Il centrocampista francese, in una lunga intervista sul canale YouTube Rio Ferdinand Presents, ha svelato i retroscena del suo primo periodo a Torino, dal rapporto con l’allenatore all’influenza dei senatori dello spogliatoio.

L’incontro segreto con Conte

Tutto iniziò con un colloquio clandestino. Prima di firmare, Pogba vide Antonio Conte. “La Juve aveva appena vinto il campionato e prima di firmare ho incontrato segretamente Antonio Conte“, ha raccontato il francese. L’impatto fu immediato. “Il modo in cui mi ha parlato, pazzesco“. Conte gli mostrò il centrocampo con Asamoah, Vidal e Marchisio e gli chiese se pensava di poterci giocare. La risposta fu affermativa. “Quando ho firmato mi piaceva il fuoco che mi dava, mi metteva grinta“. L’inizio non fu semplice, tra panchina e tribuna, ma la svolta arrivò dopo una partita contro il Chelsea. Conte gli chiese se fosse pronto. Il gol contro il Napoli cambiò tutto, portandolo da mediano davanti alla difesa a un ruolo più avanzato.

La scuola di Pirlo e Chiellini

In quello spogliatoio c’erano guide precise. Una su tutte, Andrea Pirlo. “Pirlo è come una Rolls Royce. Puoi solo imparare da uno come lui“, ha spiegato Pogba. L’apprendistato passava anche attraverso la gestione dell’errore. “Quando sbagliavo Pirlo e Chiellini mi dicevano di non preoccuparmi e di stare nella mia zona, ho imparato a stare al mio posto“. Un aneddoto descrive la mentalità del numero 21. “Una volta ha perso due palloni pericolosi e continuava a chiedermi la palla“. La fiducia e la classe di compagni come Pirlo, Vidal e Marchisio rendevano il gioco più semplice.

La tattica come un mantra

La forza di quella Juventus risiedeva anche nella preparazione. Un lavoro quasi ossessivo. “Alla Juventus ogni settimana si allenava la tattica così ogni giocatore sapeva esattamente cosa fare“, ha ricordato Pogba. Un metodo specifico che distingueva l’approccio di Conte da quello di altri tecnici. “Undici contro zero e lo facevamo quasi tutti i giorni“. Questa cura dei dettagli portò quella squadra a giocarsi una finale di Champions League contro il Barcellona. Un gruppo che Pogba non esita a definire così: “Quello spogliatoio era incredibile. Ho pensato: questa è una squadra pazzesca“.