La Juventus non impara dai suoi errori. Il rendimento della squadra è un’altalena che ricalca fedelmente la passata stagione, senza mostrare segnali di una vera inversione di rotta. Così, la corsa Champions è di nuovo in bilico. Le vittorie con Atalanta e Bologna avevano illuso, ma la squadra è ricaduta nei soliti problemi di discontinuità. La qualificazione resta possibile, ma il margine di errore si è azzerato.
Un copione che si ripete
I problemi sono sempre gli stessi: la squadra fatica a concretizzare, mostra una preoccupante fragilità difensiva e non sa reagire dopo aver subito un gol. È un copione visto troppe volte, una discontinuità che impedisce di trovare il passo giusto per la qualificazione. Ora, un altro pareggio nelle prossime tre partite potrebbe rivelarsi fatale per l’obiettivo stagionale.
Le conseguenze di un fallimento
Mancare la qualificazione non sarebbe un disastro immediato, ma le conseguenze sarebbero pesanti. L’assenza dalla massima competizione europea inciderebbe sulle finanze, limitando le risorse per il mercato e costringendo a una revisione del progetto tecnico. Il futuro si decide nelle prossime partite. Per cambiare un finale che oggi sembra già scritto, alla Juventus non servono solo i risultati: serve un segnale di crescita per lasciarsi alle spalle i limiti del passato. Il tempo per rimediare c’è ancora, ma non si può più sbagliare.




