Ventitré tiri, un solo gol. Il pareggio contro il Verona racchiude il paradosso di una Juventus che costruisce molto ma concretizza poco. Un’occasione persa. Non aver raggiunto il Milan e aver visto avvicinarsi la Roma rende il passo falso ancora più amaro per l’ambiente bianconero.
Un attacco che non punge: il problema è strutturale
Non è sfortuna. Quando l’avversario chiude la partita con il portiere migliore in campo per la terza volta in un mese, il problema diventa sistemico. La squadra non riesce a sbloccare le partite. Il ritmo cala, la precisione svanisce e le occasioni create si trasformano in rimpianti, un copione che si ripete con troppa frequenza. Serve un cambio di rotta.
Errori tecnici e fragilità mentale
La gestione mentale è un punto debole. Nei momenti chiave la squadra mostra i suoi limiti, con errori tecnici e una scarsa capacità di reazione alle difficoltà. Anche la porta non dà certezze. Le prestazioni altalenanti tra i pali aumentano l’incertezza generale, contribuendo a un senso di precarietà che si riflette su tutta la squadra. Manca continuità.




