Per il mondiale del 2026 in Usa, Canada e Messico, la Juventus vedrà la sua rappresentanza tra i sette e i nove giocatori, dato in calo rispetto alle passate edizioni.
Le certezze e i dubbi per il 2026
La lista dei bianconeri con un posto quasi assicurato per la rassegna iridata è corta. Include Emil Holm con la Svezia, Gleison Bremer per il Brasile, Openda con il Belgio e Weston McKennie con gli Stati Uniti. A loro si aggiungono Kenan Yildiz con la Turchia, Jonathan David con il Canada, Francisco Conceição con il Portogallo e Juan Cabal con la Colombia. Resta incerta la posizione di Teun Koopmeiners con l’Olanda dopo la mancata convocazione di Pierre Kalulu e Khéphren Thuram con la Francia.
Un crollo che ha un precedente
Questo drastico calo di presenze internazionali non è un evento isolato. L’ultimo precedente risale al mondiale del 2010 in Sudafrica, quando i convocati furono nove. Anche allora la Juventus si trovava in una fase di ricostruzione, reduce dalle difficoltà post-Calciopoli. Oggi, come allora, il numero esiguo di nazionali riflette una squadra che sta cercando una nuova identità e leader di caratura internazionale. Il primato mantenuto nelle edizioni del 2014 (12 convocati), 2018 (11) e 2022 (11) sembra un ricordo lontano, così come il record assoluto di 13 giocatori nel 2006.




