Luciano Spalletti mette sé stesso al centro dell’analisi dopo la sconfitta della Juventus contro la Fiorentina. Il tecnico non cerca alibi per la prestazione della squadra, parlando di un crollo dovuto alla mancanza di lucidità e di gestione della pressione. Ha annunciato un confronto imminente con John Elkann per fare il punto sulla situazione.
“Poca testa che ragiona”: l’analisi della sconfitta
La Juventus ha perso per una serie di fattori, ma il problema principale è stato mentale. “Poca valutazione, poca testa che ragiona, che sa considerare, che sa rimanere lucida dentro gli episodi di scorrimento della partita“, ha spiegato Spalletti.
Secondo l’allenatore, la squadra non ha saputo gestire un momento determinante della stagione, vanificando mesi di lavoro. Ha descritto i suoi giocatori come “distrutti” nello spogliatoio, escludendo l’ipotesi di un ritiro punitivo. La vera punizione, ha fatto notare, è la “prigione mentale” che segue un risultato simile. L’autocritica è stata netta: “Sotto l’aspetto della lucidità, della personalità, del carattere, dell’essere un professionista di livello ho ancora da fare dei passi in avanti, devo tornare a scuola”.
Il futuro e il bilancio di una stagione “grande”
Il tecnico ha confermato che affronterà la situazione direttamente con la proprietà. “Questa settimana parlerò con John Elkann ma sarà un’analisi di me stesso, io devo presentare qualcosa in più di quanto presentato oggi”, ha dichiarato. Nonostante la delusione, il suo giudizio sulla stagione della Juventus resta positivo. L’ha definita una “grande stagione”, penalizzata da episodi che non sono stati gestiti al meglio e che le hanno impedito di diventare “grandissima”. Spalletti ha anche toccato il tema delle scelte tecniche, giustificando l’impiego di Boga al posto di David e Openda con la necessità di avere un uomo capace di saltare l’avversario nello stretto.




