Addio al calcio di Caldara: il retroscena del suo mancato esordio con la Juventus
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Caldara: “Chiellini mi diede un consiglio, non lo ascoltai. Che rimpianto”

L’ex difensore si confessa: il più grande rimpianto della sua carriera è stato lasciare i bianconeri nel 2018, ignorando il consiglio di un idolo come l’attuale dirigente Chiellini.

In una intervista al podcast “Centrocampo”, l’ex difensore, ritiratosi da pochi mesi, ha ripercorso un momento cruciale della sua carriera, svelando quello che considera il suo più grande errore: la decisione di lasciare la Juventus nell’estate del 2018. Una scelta che, a suo dire, è stata influenzata dalla fretta e dal non aver dato ascolto ai preziosi consigli di un leader come Giorgio Chiellini.

Il consiglio inascoltato

Il fulcro del rimorso di Caldara è legato a un dialogo con Giorgio Chiellini. Appena rientrato in bianconero dopo l’esperienza a Bergamo, Caldara ricevette dall’allora capitano un invito a essere paziente: restare, anche senza giocare con continuità, per osservare, imparare e crescere all’ombra dei campioni presenti in rosa. “Ho sbagliato, ho sbagliato in pieno. È il rimpianto più grande della mia vita“, ha confessato Caldara, definendo la sua scelta una mancanza di forza caratteriale. “Non averlo ascoltato è come se avessi tradito un mio idolo“, ha aggiunto, sottolineando come avrebbe dovuto resistere e cogliere l’opportunità di maturare in un ambiente vincente.

La decisione di andare al Milan

Nell’estate del 2018, la Juventus e il Milan orchestrarono uno scambio che vide il ritorno di Leonardo Bonucci a Torino e il passaggio di Caldara in rossonero. Attratto dal blasone del Milan e dalla possibilità di trovare più spazio in una squadra in ricostruzione, il difensore accettò il trasferimento. “Il Milan è il Milan”, ha ammesso, riconoscendo come il fascino del club abbia pesato sulla sua decisione. Tuttavia, quella scelta non portò i frutti sperati, anche a causa di una serie di gravi infortuni che ne hanno compromesso la carriera, portandolo a un ritiro prematuro. Oggi, quel “se” legato al consiglio di Chiellini rimane il suo più grande rammarico, un pensiero costante su come la sua storia calcistica avrebbe potuto prendere una piega diversa.