Alessandro Del Piero si racconta in una nuova produzione originale Sky Sport, intitolata “1996, L’anno di Del Piero”. Attraverso un intenso monologo, il campione ripercorre la stagione che lui stesso ha definito cruciale per la sua vita e la sua carriera, un periodo che lo ha visto trasformarsi in una leggenda del calcio mondiale. Il documentario, la cui prima puntata è prevista per martedì 6 gennaio, promette di svelare retroscena inediti di un’annata culminata con la conquista della Champions League e della Coppa Intercontinentale da parte della Juventus.
Un racconto in prima persona tra Roma e Tokyo
Il cuore della narrazione è la voce stessa di Del Piero, che a quasi trent’anni di distanza rivive i momenti salienti di quella stagione. Circondato da immagini d’archivio, l’ex numero 10 bianconero offre una prospettiva nuova e personale sui trionfi di quel periodo. Al centro del racconto spicca la memorabile notte del 22 maggio 1996 allo Stadio Olimpico di Roma, quando la Juventus superò l’Ajax ai calci di rigore, tornando sul tetto d’Europa dopo undici anni. Del Piero fu il capocannoniere della squadra in quella competizione, simbolo di una squadra giovane e determinata. Pochi mesi più tardi, arrivò la consacrazione definitiva a Tokyo, con la vittoria della Coppa Intercontinentale decisa proprio da un suo gol contro il River Plate, che consegnò alla Juventus il titolo di campione del mondo per club.
Non solo vittorie: i retroscena di un’era di cambiamenti
Il documentario non si limita a celebrare le vittorie, ma esplora anche le dinamiche interne e i cambiamenti che caratterizzarono quella Juventus. Viene approfondito il rapporto con Roberto Baggio, il cui passaggio al Milan in quella stagione segnò un simbolico cambio della guardia. Spazio anche alle sfide cruciali, come il quarto di finale di Champions League contro il Real Madrid, e alle strategie di mercato che aprirono un nuovo ciclo vincente sotto la guida di Marcello Lippi. La narrazione rievoca infatti gli addii di figure chiave come Gianluca Vialli e Fabrizio Ravanelli, bilanciati dall’arrivo di futuri protagonisti come Zinedine Zidane e Alen Boksic, mosse che delinearono il futuro di una squadra capace di rinnovarsi pur rimanendo ai vertici.
Un’immersione totale negli anni ’90
La produzione si avvale di una meticolosa ricostruzione d’archivio, arricchita da tecnologie come l’intelligenza artificiale per ricreare un “museo virtuale” che cattura l’atmosfera di quel decennio. Il monologo di Del Piero è integrato dalle testimonianze di quattro importanti giornalisti sportivi: Bruno Longhi, Massimo Marianella, Darwin Pastorin e Paolo Condò. Questi cronisti, che vissero in prima linea gli eventi di quel periodo, offrono un’analisi storica che va oltre il campo di gioco, toccando anche i risvolti sociali e politici dell’epoca. Il risultato è un omaggio non solo al talento di un campione, ma a un intero periodo storico e all’attimo in cui un calciatore entra nell’eternità.




