Otto gol subiti in 180 minuti. La doppia battuta d’arresto contro Inter e Galatasaray incrina le certezze difensive della Juventus, fino a poche settimane fa un modello di solidità in Europa. La spiegazione non può ridursi all’assenza di Bremer, come spiega il giornalista Dario Ricci, perché il problema risiede nella struttura stessa della squadra.
Spalletti ha il carisma per la panchina bianconera
La panchina non è in discussione. Luciano Spalletti viene considerato la scelta giusta per guidare il club in questa fase di ricostruzione. Il tecnico non ha colpe sulla rosa attuale, non essendo presente a giugno. Il suo passato parla per lui. Ha gestito con polso fermo situazioni complesse come quelle legate a Totti e Icardi, dimostrando di avere il carisma necessario per un ambiente come quello juventino. “È un problema di intelaiatura”, afferma Ricci, spostando il focus dal campo alla scrivania.
Un attacco da reinventare e il caso Vlahovic
Le esigenze del mercato possono cambiare. Se in passato si cercava un regista, oggi il lavoro fatto con Locatelli ha dato risposte positive. Il vero nodo da sciogliere è l’attacco. La squadra appare senza un vero centravanti, con Jonathan David e Loïs Openda che non hanno reso secondo le aspettative. Su tutto questo pesa ancora la gestione del caso Vlahovic, un episodio che secondo Ricci ha mostrato la debolezza della precedente dirigenza. “Il danno con lui è fatto comunque si risolva la situazione”, una frase che evidenzia una ferita ancora aperta.




