L’avventura di Igor Tudor sulla panchina della Juventus può essere letta sotto diverse sfaccettature. Subentrato in un momento di grande difficoltà per la squadra, il suo operato si è concluso con il raggiungimento dell’obiettivo minimo stagionale, ma non senza lasciare qualche ombra che ancora oggi alimenta il dibattito tra i tifosi e gli addetti ai lavori.
Una squadra da risollevare e un quarto posto da blindare
Quando Tudor ha preso le redini della squadra, la situazione era tutt’altro che semplice. La Juventus arrivava da due sconfitte consecutive in cui aveva incassato ben sette gol, mostrando una preoccupante fragilità difensiva e un morale a terra. Il quarto posto, obiettivo vitale per la stagione, sembrava allontanarsi pericolosamente, con la Roma che incalzava e minacciava il sorpasso. In questo scenario complesso, il tecnico ha avuto il merito di ricompattare l’ambiente e di guidare la squadra verso la salvezza sportiva. Nonostante una sola sconfitta contro il Parma, sono stati i pareggi ottenuti contro Bologna e Lazio a rivelarsi cruciali, punti pesanti che hanno di fatto sigillato la qualificazione alla competizione europea. La vittoria finale contro un Venezia non irresistibile è servita a chiudere il cerchio, portando a termine una missione che, in quel momento, non era affatto scontata.
Le note dolenti del Mondiale per Club e un addio anticipato
Se il percorso in campionato ha avuto un esito positivo, lo stesso non si può dire dell’esperienza nel Mondiale per Club. Quella competizione ha rappresentato il lato più oscuro della gestione Tudor. Mentre la sconfitta per 1-0 contro il Real Madrid è stata archiviata come un risultato onorevole, la pesante cinquina subita per mano del Manchester City ha lasciato un segno negativo indelebile. Nonostante il contratto biennale, che a posteriori potrebbe essere considerato un errore di valutazione, la permanenza del tecnico era già destinata a concludersi. La scelta di risolvere il contratto in anticipo è stata una decisione dello stesso Tudor, che ha preferito chiudere la sua parentesi juventina, lasciando un ricordo complesso e un bilancio fatto di luci e ombre.




