Una perdita stimata tra i 70 e gli 80 milioni di euro. È questa la cifra che pesa sul futuro della Juventus, con la qualificazione alla prossima Champions League sempre più incerta dopo la sconfitta contro la Fiorentina. Il risultato negativo ha messo in discussione la gestione di Damien Comolli, con John Elkann che ora valuta attentamente le prossime mosse per la dirigenza.
Le scelte di mercato e la sfiducia tecnica
Il progetto tecnico-sportivo guidato da Comolli, scelto personalmente da Elkann la scorsa estate, mostra crepe evidenti. Sul banco degli imputati finiscono le operazioni di mercato, con investimenti che non hanno reso secondo le aspettative. L’acquisto di Lois Openda è uno degli esempi più citati, un’operazione costosa che non ha portato i risultati sperati in campo. A questo si aggiunge il fatto che diverse scelte tecniche sarebbero state respinte prima da Igor Tudor e poi dall’attuale allenatore Luciano Spalletti, minando la coesione della strategia societaria. La situazione attuale riporta alla memoria il precedente di dodici mesi fa, quando Cristiano Giuntoli pagò per decisioni contestate nonostante il raggiungimento dell’obiettivo Champions.
Elkann di fronte al bivio: continuità o rivoluzione?
Il numero uno di Exor si trova ora davanti a una scelta cruciale. Da un lato, c’è la delusione per una squadra scivolata dal quarto al sesto posto e per il mancato raggiungimento dell’obiettivo minimo stagionale. Dall’altro, il timore di un ennesimo ribaltone dirigenziale dopo anni di instabilità. In questo scenario di incertezza, l’unica figura che sembra rappresentare un punto fermo per la proprietà è Giorgio Chiellini, identificato come un uomo di riferimento per costruire il futuro. Le prossime settimane saranno decisive per definire le strategie, con le valutazioni finali di Elkann attese dopo il derby contro il Torino. Senza l’accesso alla massima competizione europea, nessuna posizione può essere considerata sicura.




