Mehdi Benatia potrebbe tornare protagonista in Serie A, questa volta però in una veste diversa da quella che lo ha visto protagonista in campo con la Juventus. L’ex difensore bianconero è infatti tra i profili che potrebbero interessare al Milan per il ruolo di direttore sportivo, con l’ex calciatore che avrebbe già manifestato la propria disponibilità a valutare un eventuale approdo in rossonero.
La sua esperienza dirigenziale è ancora relativamente recente, ma al Marsiglia Benatia ha assunto in poco tempo un ruolo sempre più importante. Arrivato nel 2023 come consigliere sportivo, nel gennaio 2025 è stato promosso a direttore sportivo, diventando una delle figure di riferimento dell’area tecnica del club francese.
Greenwood, Rabiot e un mercato da oltre 110 milioni
A Marsiglia, Benatia ha avuto un ruolo centrale nella costruzione della rosa, lavorando a stretto contatto con l’ex tecnico Roberto De Zerbi ed affrontando una sessione estiva particolarmente ambiziosa. Nell’estate 2024 l’OM ha investito oltre 110 milioni di euro, mantenendo comunque un saldo vicino al pareggio grazie anche alle cessioni.
Il colpo più significativo è stato Mason Greenwood, arrivato dal Getafe per circa 26 milioni di euro e autore di 21 gol in Ligue 1 nella stagione successiva. Importanti anche le operazioni che hanno portato in Francia Pierre-Emile Hojbjerg e, soprattutto, Adrien Rabiot, ingaggiato a parametro zero. Quest’ultimo affare ha evidenziato la capacità di Benatia di sfruttare contatti e opportunità sul mercato anche in situazioni particolarmente delicate.
Non tutte le scelte, però, hanno avuto lo stesso rendimento. Elye Wahi è costato circa 25 milioni di euro dal Lens, ma non ha rispettato le aspettative ed è stato ceduto già a gennaio all’Eintracht Francoforte. Anche Lilian Brassier, seguito a suo tempo dal Milan, non ha prodotto i risultati sperati.
Un dirigente con forte personalità
Il lavoro di Benatia a Marsiglia non si è limitato alle trattative. Il dirigente ha assunto un ruolo operativo, mantenendo un rapporto diretto con lo spogliatoio e partecipando alle decisioni più importanti dell’area sportiva. Una personalità emersa anche nelle scelte più pesanti, compreso l’esonero di Roberto De Zerbi o la gestione dell’acceso scontro tra l’atalantino Rowe e Rabiot.
Proprio questo aspetto rappresenta uno degli elementi da valutare nel suo eventuale futuro al Milan. Nel febbraio 2026, durante una fase particolarmente complicata per il Marsiglia, Benatia aveva presentato le proprie dimissioni spiegando di non voler diventare un peso per il club. Franck McCourt gli chiese però di rimanere fino alla fine della stagione, ampliandone ulteriormente i poteri nell’area sportiva.
La separazione è arrivata nel giugno successivo, all’interno di un più ampio riassetto societario e dopo il progressivo deterioramento dei rapporti con il presidente Pablo Longoria. Un addio maturato al termine di un ciclo diventato complesso anche sul piano interno, non riconducibile esclusivamente ai risultati della squadra.
Per il Milan, dunque, Benatia porterebbe soprattutto conoscenza della Serie A, esperienza sul mercato internazionale e una personalità poco incline a tirarsi indietro davanti alle decisioni difficili. Un profilo che, inevitabilmente, riporta anche alla sua esperienza da calciatore con la Juventus e che dovrà essere valutato in rapporto all’assetto dirigenziale scelto da Gerry Cardinale.




