Il cammino in Champions League si è fermato, ma non cancella i progressi. Stefano Braghin, direttore delle Juventus Women, analizza l’esperienza europea della squadra. Superare la fase a gironi non era scontato. Il confronto con avversarie di primo livello ha mostrato una distanza dai top club europei in costante diminuzione, un segnale per il futuro.
“Un punto di partenza per il futuro”
“Abbiamo fatto un buon percorso, superando la League Phase, e non era scontato all’inizio della stagione”, ha spiegato Braghin ai canali del club. La squadra ha affrontato avversarie di primo livello. La sfida con il Wolfsburg ha deciso l’eliminazione. “Sapevamo che ogni dettaglio avrebbe avuto un peso e loro sono state più abili di noi”. Un’esperienza da cui imparare. “Questo fa parte del nostro percorso di crescita in Europa. Dobbiamo imparare da ciò che non ha funzionato, ma per noi è stata un’ottima Champions League e dobbiamo considerare questi risultati come un punto di partenza per il futuro”. Il cammino e le prestazioni dimostrano che la distanza si sta riducendo. La crescita della squadra appare evidente se si guarda al passato. “Basti pensare che fino a 5-6 anni fa non ci saremmo neanche potuti permettere di giocare alla pari contro il Wolfsburg”, ha aggiunto il direttore, che parla a nome del club e non dell’intero movimento italiano. “Stavolta, invece, abbiamo trascorso l’intero secondo tempo a premere nella loro metà campo alla ricerca del gol del pareggio. Questo vuol dire che le cose stanno cambiando”.




