La ricetta è semplice. Quasi brutale. Teun Koopmeiners non cerca alibi dopo la sconfitta della Juventus sul campo del Galatasaray e fissa l’obiettivo per la gara di ritorno. Nonostante una doppietta personale, l’olandese mette da parte ogni soddisfazione e guarda alla realtà dei fatti: una rimonta che richiede una prestazione senza errori.
Doppietta amara e l’analisi del crollo
I suoi due gol non contano. Koopmeiners lo ripete, quasi a volerlo scolpire nella pietra. “Non posso essere felice”, ha dichiarato a Sky. La sua analisi della partita è netta e distingue le due facce mostrate dalla squadra a Istanbul. “Abbiamo disputato un buon primo tempo, segnando due reti, ma già allora ci eravamo detti che avremmo dovuto gestire meglio il possesso palla”. Poi il buio. “Il secondo tempo non è andato bene”, prosegue il centrocampista, che individua anche un momento chiave della fragilità della squadra. “Quando restiamo in dieci uomini dobbiamo essere più attenti in campo, non possiamo concedere cinque gol”.
La via per la rimonta: “Facile, tre gol”
Nessun calcolo, nessuna speranza affidata al caso. Come si ribalta un passivo simile? La risposta di Koopmeiners è disarmante nella sua schiettezza. “Dobbiamo guardare i video e fare minimo tre gol. È facile”. Una frase che suona come una provocazione, ma che in realtà è un richiamo alla responsabilità per sé e per i compagni. L’unica via è l’attacco, senza paura. Anche la sua prestazione personale passa in secondo piano di fronte all’obiettivo collettivo. “Mi sento bene in quella posizione, penso di poter segnare di più”. Ma la chiusura del suo pensiero riporta tutto alla dimensione della squadra: “Non contano due goal se poi ne prendi cinque”.




