Il rapporto tra José Mourinho e la Juventus va ben oltre la semplice competizione sportiva, configurandosi come una lunga storia di attriti, frecciate e gesti provocatori che hanno segnato gli ultimi quindici anni del calcio italiano ed europeo. Ogni incontro tra il tecnico portoghese e la squadra bianconera diventa l’occasione per aggiungere un nuovo capitolo a questa saga, alimentata da dichiarazioni taglienti e una rivalità mai sopita, nata ai tempi della sua Inter.
Le accuse del triplete e l’ironia sull’area di rigore
Le radici dell’ostilità affondano nel biennio interista di Mourinho. È passata alla storia la conferenza stampa del marzo 2009 in cui, oltre a coniare termini come “zeru tituli” e “prostituzione intellettuale”, accusò senza mezzi termini la Juventus di aver accumulato punti grazie a favori arbitrali. Con il suo italiano maccheronico, suggerì polemicamente alle squadre avversarie che fosse “meju no jugare” o di schierare le seconde linee. Meno di un anno dopo, nel gennaio 2010, al termine di una sfida di Coppa Italia vinta contro i bianconeri, tornò sull’argomento arbitrale lamentando un rigore non concesso per un fallo di mano, affermando che “al 45′ si è giocato a pallamano”. La tensione non si placò e, poco dopo, commentando un rigore assegnato alla Juventus contro il Genoa, parlò ironicamente di un’area di rigore “di 25 metri” esistente solo per una squadra in Italia.
Dalle tre dita alla mano sull’orecchio
Anche dopo aver lasciato l’Italia, Mourinho non ha mai smesso di punzecchiare i suoi rivali. Nel 2014, da allenatore del Chelsea, definì un’eventuale vittoria della Juventus in Europa League “non un vero successo” per un club costruito per la Champions. La rivalità si è infiammata nuovamente nel 2018, durante i gironi di Champions League tra il suo Manchester United e i bianconeri. A Manchester, in risposta ai cori dei tifosi juventini, mostrò tre dita per ricordare il Triplete conquistato con l’Inter, spiegando che quello era stato “il momento più duro per loro”. A Torino, dopo una vittoria in rimonta, uscì dal campo portandosi la mano all’orecchio, un gesto provocatorio verso il pubblico che lo aveva insultato per tutta la partita e che suscitò la reazione stizzita di alcuni giocatori bianconeri come Bonucci e Chiellini.
Il futuro: da “mai alla Juve” a un’apertura inattesa
Nel corso degli anni, il tecnico portoghese aveva eretto un muro invalicabile, dichiarando che non avrebbe mai potuto allenare la Juventus per rispetto del suo passato all’Inter, sentendosi troppo legato a un club per passare a una diretta concorrente. Questa posizione, che sembrava definitiva, è stata sorprendentemente messa in discussione. In una conferenza stampa alla vigilia di una sfida europea contro la Juventus, alla domanda se un giorno avrebbe potuto allenare i bianconeri, Mourinho ha spiazzato tutti con un secco “Certo”. Una dichiarazione che lascia aperti molti interrogativi: semplice provocazione o reale apertura per il futuro? L’unica certezza è che, quando si parla di Mourinho e della Juventus, il colpo di scena è sempre dietro l’angolo.




