L’eliminazione dalla Champions League brucia ancora. Dal palco del Financial Times Business of Football Summit di Londra, l’amministratore delegato della Juventus, Damien Comolli, è tornato sulla partita contro il Galatasaray. La vittoria per 3-2 allo Stadium, maturata ai supplementari, non è bastata per ribaltare il 5-2 dell’andata. Nel mirino del dirigente è finita la direzione di gara.
L’attacco alla designazione arbitrale
Comolli non ha nascosto la sua frustrazione. Il dirigente bianconero ha puntato il dito contro la scelta di un direttore di gara con sole dieci partite di Champions League alle spalle per un incontro così delicato. “Mi chiedo come sia possibile mandarlo a dirigere una partita con così tanto in gioco”, ha dichiarato Comolli. L’espulsione di Lloyd Kelly ha condizionato la partita. Un episodio che ha pesato sul risultato finale. “E dopo un rosso incredibile siamo fuori dalla Champions”, ha aggiunto il dirigente bianconero.
L’orgoglio per squadra e tifosi
Nonostante l’amarezza, c’è spazio per l’orgoglio. L’amministratore delegato ha voluto ringraziare i tifosi presenti allo Stadium, definiti “straordinari”. Ha raccontato di non aver mai visto uno stadio applaudire la propria squadra dopo aver subito un gol, un segnale della forte connessione tra il pubblico e i giocatori. Un segnale forte. Anche i calciatori sono stati elogiati per la loro prestazione, dimostrando che la squadra “è viva e vuole continuare a combattere”. È questo spirito che, secondo Comolli, guiderà la Juventus per il resto della stagione, nonostante una ferita destinata a rimanere. “Questa sconfitta farà male per molti anni”, ha concluso.




