Tredici qualificazioni Champions negli ultimi quattordici campionati. È questo il biglietto da visita con cui Luciano Spalletti guida la Juventus nella corsa a un posto nella massima competizione europea per la stagione 2026/27. Un dato quasi unico. La dirigenza, con in testa il presidente Gianluca Ferrero, ha puntato sul tecnico di Certaldo proprio per questa sua capacità di assicurare la presenza tra le grandi d’Europa. Una continuità di rendimento rara.
Un percorso iniziato a Udine
La striscia positiva del tecnico toscano ha radici lontane. Tutto è cominciato nella stagione 2004-2005, quando la sua Udinese, trascinata dai gol di David Di Michele, conquistò un quarto posto che valse l’accesso ai preliminari di Champions. Da quel momento non si è più fermato. Spalletti ha replicato l’obiettivo con costanza, sedendo sulle panchine di Roma, Zenit, Inter e Napoli, fallendo l’appuntamento europeo una sola volta in quattordici stagioni, nel 2008-2009 con i giallorossi. Un’affidabilità che pochi altri allenatori possono vantare nel calcio moderno.
L’obiettivo per la stagione 2025/26
Ora la sfida si chiama Juventus. Il tecnico è chiamato a ripetere i suoi successi per garantire al club i proventi e il prestigio derivanti dalla partecipazione alla coppa più ambita. La squadra lo segue. La storia di Spalletti parla per lui: la Champions è il suo habitat naturale.




