Crollo Juventus a Bergamo: la difesa affonda, l'attacco non punge
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Crollo Juventus a Bergamo: la difesa affonda, l’attacco non punge

La Juventus esce sconfitta per 3-0 contro l’Atalanta nei quarti di Coppa Italia. Una serata da dimenticare, segnata da errori difensivi e dalla cronica mancanza di un centravanti.

La corsa della Juventus in Coppa Italia si ferma a Bergamo. L’Atalanta vince 3-0 e spedisce i bianconeri fuori dalla competizione ai quarti di finale, al termine di una partita più combattuta di quanto il punteggio suggerisca. La squadra di Luciano Spalletti è rimasta in gara fino al raddoppio dei padroni di casa, ma alla fine sono emersi i limiti difensivi e una cronica sterilità offensiva. Un passo falso che costa l’eliminazione.

Una difesa tradita dagli errori individuali

Il passivo finale appare severo, ma nasce da episodi specifici che hanno indirizzato la partita. La retroguardia bianconera, pur senza sbandare costantemente, è crollata sotto il peso di errori individuali. L’ingenuità di Bremer in occasione del tocco di mano che ha concesso il rigore del vantaggio a Scamacca ha aperto le marcature. Successivamente, una disattenzione di Kalulu ha spianato la strada al raddoppio dell’Atalanta, tagliando le gambe alla squadra. Nonostante la solita prova fisica di Gatti e i tentativi di Kelly di tenere unita la linea, la difesa non ha retto l’urto. Anche l’uscita dal campo di Locatelli ha pesato, con il centrocampo che ha perso consistenza e ha lasciato il reparto arretrato in balia degli avversari nel finale.

McKennie non basta, attacco senza un riferimento

Se in difesa sono mancate le certezze, in attacco è mancato un finalizzatore. Jonathan David si è mosso molto, dialogando con i compagni e partecipando alla manovra, ma il suo lavoro non è quello di un centravanti puro. La sua interpretazione del ruolo lascia l’area di rigore sguarnita, privando la Juventus di un punto di riferimento offensivo. Sulle fasce, la vivacità di Conceição non si è tradotta in pericoli concreti, confermando una tendenza all’inconsistenza negli ultimi metri. In mezzo a una prestazione collettiva opaca, spicca la partita di Weston McKennie. L’americano ha offerto una prova totale, sdoppiandosi tra difesa e attacco e creando una delle poche occasioni con una rimessa laterale. La sua energia, però, non è stata sufficiente per trascinare una squadra che ha fallito il primo obiettivo stagionale.