Un pareggio che frena la corsa, ma non la voglia di lottare. La Juventus Women esce dal campo con uno 0-0 contro la Lazio, un risultato che il tecnico Max Canzi accetta con pragmatismo, analizzando una prestazione dai due volti e guardando già alle prossime sfide. La squadra ha provato a vincere fino all’ultimo. Il calendario, con nove partite in un mese, non concede pause.
Una gara a due facce
Canzi non cerca alibi. Il primo tempo è stato segnato da troppi errori tecnici che hanno complicato i piani delle bianconere. Nella ripresa, però, la squadra ha mostrato un altro spirito. Ha messo in campo la determinazione per conquistare i tre punti, creando occasioni che avrebbero meritato un esito diverso. Il tecnico ha apprezzato la reazione del gruppo. Alla fine, però, il campo ha decretato il pareggio e questo è il dato da cui ripartire.
Corsa scudetto e il futuro di Girelli
La lotta per il titolo non è compromessa, ma ora non dipende più solo dalla Juventus. “Vediamo cosa farà la Roma”, ha commentato Canzi, senza nascondere le difficoltà ma ribadendo la mentalità del gruppo: giocare ogni partita per vincere. Sul futuro di Cristiana Girelli, il tecnico è stato chiaro. Ne riconosce il peso all’interno dello spogliatoio, ma ricorda come la squadra abbia faticato a trovare il gol anche con lei in campo. Se la sua partenza si concretizzerà, la Juventus ha già le risorse per continuare il proprio percorso. “Chi è arrivato adesso ha dimostrato di poterci stare”, ha affermato.
Frustrazione e sfortuna, ma si guarda avanti
Partite come questa generano frustrazione. Canzi lo sa bene. Lo 0-0 contro una Lazio definita “di alto livello” deve essere incanalato in energia positiva. Il tecnico ha ammesso un pizzico di sfortuna. “Qualche rimpallo poteva girare un filo meglio”, ha detto. Un commento anche su un episodio dubbio nel primo tempo, con una potenziale revisione al FVS non concessa per un presunto fallo di mano. L’allenatore ha spiegato la dinamica, ricordando come la percentuale di revisioni rifiutate sia superiore al 90%. “L’arbitro prima di tornare sulla sua decisione deve essere sicuro al 100% di avere sbagliato”, ha concluso.




