La Juventus Women vive un momento complesso. L’eliminazione dalla Champions League e un distacco di otto punti dalla Roma capolista hanno spento i sogni di gloria, lasciando emergere interrogativi sulla gestione tecnica e sulle dinamiche interne. La sconfitta con la Ternana è solo l’ultimo segnale di un meccanismo che sembra essersi inceppato, con lo spogliatoio che appare distante dalle idee di Max Canzi.
Un dialogo che non funziona
Emerge una crepa nel rapporto tra il tecnico e la squadra. Un problema non tanto di intenti, quanto di comunicazione. I messaggi di Canzi non sembrano arrivare con la necessaria chiarezza alle giocatrici, come dimostra il secondo tempo incolore di Narni, dove mancava la reazione attesa. Le difficoltà nascono da lontano, già a settembre, quando la squadra aveva chiesto un cambio tattico, passando dalla difesa a tre a quella a quattro per superare i problemi iniziali. Le modifiche, però, non hanno risolto la questione di fondo. Non si cercano colpevoli, né si punta il dito sulla partenza di Girelli per giustificare le difficoltà realizzative. La necessità è unire gli intenti e ritrovare la compattezza smarrita. L’obiettivo non è trovare un capro espiatorio, ma riscoprire quella grinta che è sempre stata il marchio di fabbrica della squadra.




