Daniele Rugani è il difensore italiano che incarna perfettamente il concetto di professionalità e attaccamento alla maglia, rappresentando l’usato sicuro su cui la Juventus può sempre contare. Nato a Lucca il 29 luglio 1994, il numero 24 bianconero è tornato alla base nell’estate del 2025 dopo una parentesi internazionale con l’Ajax, dove ha potuto arricchire il proprio bagaglio di esperienza sotto la guida di Francesco Farioli. In questa stagione 2025/26, si è ripresentato alla Continassa con la consueta serietà, diventando un prezioso elemento di rotazione per Luciano Spalletti.
La carriera di Rugani decolla nell’Empoli di Maurizio Sarri, dove si distingue come uno dei giovani difensori più promettenti d’Italia, giocando due campionati interi senza mai ricevere un cartellino. Approda alla Juventus nel 2015 e, fatta eccezione per le brevi parentesi a Rennes, Cagliari e Amsterdam, lega indissolubilmente il suo nome ai colori bianconeri. Sotto la gestione di Spalletti, Daniele ha saputo adattarsi alle nuove richieste tattiche del tecnico, dimostrando di poter agire con efficacia sia in una difesa a quattro che come perno in una linea a tre durante le emergenze.
Le caratteristiche tecniche di Rugani ne fanno un difensore pulito e tatticamente impeccabile. Dotato di un eccellente senso della posizione e di una notevole eleganza negli interventi, eccelle nel gioco aereo grazie ai suoi 190 centimetri, dote che lo rende pericoloso anche nell’area avversaria sui calci piazzati. Spalletti ne apprezza la capacità di restare sempre “dentro la partita” anche quando non parte titolare, considerandolo un esempio per i compagni più giovani.
A trentuno anni, Daniele Rugani rappresenta oggi la memoria storica della Juventus e un leader silenzioso dello spogliatoio. Con un contratto in scadenza al 30 giugno 2026, il suo futuro è oggetto di discussione in queste settimane di calciomercato invernale, ma la sua dedizione alla causa juventina rimane totale. Per i tifosi, Rugani è il professionista che risponde sempre “presente” quando chiamato in causa, un pilastro di affidabilità in una squadra che punta a tornare a vincere su tutti i fronti.




