L’intervento di Francesco Oppini a Rai Sport ha acceso i riflettori sulle strategie di mercato della Juventus e sul rendimento di Jonathan David. L’opinionista ha espresso un forte scetticismo riguardo l’efficacia dei metodi basati esclusivamente su dati e algoritmi per la scelta dei calciatori, portando come esempio proprio l’attaccante canadese.
L’analisi di Oppini: tra algoritmi e rendimento
Secondo Oppini, la scelta di puntare su giocatori come David o Openda, preferiti a Kolo Muani per una questione di costi, sarebbe stata guidata da algoritmi. Una metodologia che l’opinionista non condivide appieno, sostenendo che nel calcio contino anche altri fattori non misurabili da un computer. Le perplessità su David, già presenti prima del suo arrivo, si sono rafforzate nel corso della stagione. Il rendimento dell’attaccante è definito preoccupante, soprattutto se rapportato al suo ingaggio da 6 milioni più bonus. A pesare sul giudizio è un bottino considerato troppo magro: una sola rete in campionato, segnata il 24 agosto contro il Parma. Oppini ha inoltre sottolineato un episodio chiave: il rigore fallito che avrebbe potuto valere il 2-1 e rappresentare un punto di svolta per una stagione complicata. A suo avviso, in quel frangente la responsabilità del tiro dal dischetto non sarebbe dovuta ricadere su David, ma sul rigorista designato dalla squadra.




