La Juventus continua a seguire con interesse la pista che porta a Jean-Philippe Mateta, ma la strada per arrivare all’attaccante francese del Crystal Palace appare complessa. Il nodo principale della trattativa non è tanto la valutazione economica del giocatore, quanto la formula per il suo trasferimento, con le due società che al momento hanno visioni molto distanti.
La distanza tra domanda e offerta
Il club londinese ha fissato una richiesta di 40 milioni di euro per il cartellino, puntando a una cessione a titolo definitivo e senza clausole. Una posizione netta, che si scontra con la strategia della Juventus. I bianconeri, infatti, hanno presentato una prima proposta basata su un prestito oneroso di 2 milioni con un diritto di riscatto fissato tra i 28 e i 30 milioni, legato però al raggiungimento della qualificazione alla prossima Champions League. Offerta che è stata prontamente respinta dal Crystal Palace, che non intende legare la cessione ai risultati sportivi della squadra acquirente. La differenza di circa dieci milioni sulla valutazione complessiva e, soprattutto, la divergenza sulla struttura dell’operazione, rendono la trattativa ancora in salita.
I vincoli di bilancio della Juventus
Dalla Continassa filtra una notevole prudenza, dettata dalla necessità di rispettare precisi vincoli finanziari. La dirigenza bianconera, come sottolineato anche da Giorgio Chiellini, si muove con cautela, cercando esclusivamente “occasioni sostenibili” che non compromettano gli equilibri finanziari. La necessità di rispettare i paletti imposti dal Fair Play Finanziario dell’Uefa, con il limite del 70% tra costo del lavoro allargato e ricavi da raggiungere entro il 31 marzo, impone una gestione oculata delle risorse. Per questo, un investimento importante come quello per Mateta verrebbe considerato solo a condizioni favorevoli. Una riunione interna alla Juventus servirà a definire i margini di manovra concessi dalla proprietà Exor per proseguire o meno l’assalto al centravanti francese.




