L’ex calciatore Massimo Mauro, intervenendo sulla Gazzetta, ha tracciato un bilancio dettagliato sul presente e sul futuro della Juventus. Le sue parole hanno toccato temi cruciali come la gestione tecnica di Luciano Spalletti, le strategie di mercato e il valore dei singoli giocatori, delineando una visione chiara per la crescita del club.
Spalletti, pilastro per il futuro
Secondo Mauro, l’impatto di Luciano Spalletti sulla squadra è stato decisivo e in linea con le aspettative. L’ex centrocampista ha sottolineato come l’allenatore di Certaldo fosse la figura più indicata per valorizzare la rosa e migliorare i risultati, grazie a una carriera costellata di successi. Uno dei meriti principali di Spalletti, secondo l’analisi, è stata la capacità di definire rapidamente un gruppo di 7-8 titolari, fornendo quella stabilità mancata nelle gestioni precedenti. Per questo, il rinnovo del suo contratto, in scadenza a giugno, è visto come un passo imprescindibile: “Non puoi prendere Spalletti per otto mesi“, ha affermato Mauro, evidenziando la necessità di costruire un progetto a lungo termine attorno alla sua guida e di abbandonare la politica delle “scommesse” per puntare su certezze.
Le scelte di mercato
Massimo Mauro ha espresso opinioni nette anche sul calciomercato. La sua posizione su Kenan Yildiz è categorica: il giovane talento turco è considerato “incedibile” e rappresenta il fulcro da cui ripartire per costruire la Juventus del futuro. Neanche un’offerta da 100 milioni di euro, secondo Mauro, dovrebbe convincere la società a privarsene. Sul fronte delle entrate, l’ex giocatore si è mostrato favorevole a un eventuale ritorno di Federico Chiesa, a patto che sia in piena forma fisica. La sua duttilità tattica e la conoscenza dell’ambiente juventino e del tecnico Spalletti sarebbero un valore aggiunto. Per finanziare l’operazione, Mauro non avrebbe dubbi: “Io venderei David per riportare Chiesa“, ha dichiarato, definendo l’attaccante canadese un “rapinatore d’area” più adatto a contesti come quello del Barcellona.
Solidità difensiva
L’analisi di Mauro si è concentrata anche sulla ritrovata solidità della squadra, un elemento storicamente distintivo del DNA juventino. Il rientro di Gleison Bremer è considerato fondamentale per garantire l’equilibrio del reparto arretrato, un fattore che si riflette nei risultati positivi ottenuti con il brasiliano in campo. In ottica campionato, sebbene Inter e Napoli partano con i favori del pronostico per la loro “ferocia” agonistica, le prossime quattro partite contro Lecce, Sassuolo, Cremonese e Cagliari rappresenteranno un banco di prova cruciale. Un percorso netto in questi impegni, secondo Mauro, potrebbe aprire “nuovi scenari” e lanciare un segnale forte per la stagione in corso e per il futuro.




