Quattro indizi fanno una prova. Carlo Nesti identifica un copione preciso nelle ultime uscite della Juventus contro Lecce, Cagliari, Atalanta e Lazio. La squadra di Spalletti mostra una nuova vocazione offensiva, ma si sbilancia, spreca e subisce. Una Juve che crea senza però concretizzare.
Attacco sterile e centrocampo senza filtro
I numeri confermano questa tendenza. Nesti elenca 34 tiri, 37 cross e 21 dribbling, statistiche che per un club di vertice dovrebbero tradursi in almeno cinque gol. L’attacco però non punge. Secondo il giornalista, con David e Openda come centravanti la squadra non può fare strada, nonostante l’impegno di giocatori come McKennie, Yildiz o Cambiaso. Il problema si estende al centrocampo, dove manca un filtro adeguato. Con il solo Locatelli a fare da interditore, un suo errore può costare la partita, come accaduto nell’azione del gol della Lazio. Anche la posizione di Koopmeiners in difesa viene messa in discussione, una scelta che lascia la retroguardia scoperta.
Il rigore mancato che solleva dubbi
L’analisi si chiude con un episodio arbitrale. Nesti pone una domanda precisa sul match contro la Lazio, relativa al mancato calcio di rigore per un fallo di Gila su Cabal. L’azione è la stessa che ha portato alla rete poi annullata a Koopmeiners. Per il giornalista, questi episodi indirizzano le partite, costringendo la squadra a giocare sempre in svantaggio. La sua domanda resta sospesa: “Che razza di partita diversa sarebbe stata?”.




